SIENA
Preview artistica di successo per Daniele Zacchini che questa mattina (29 marzo 2025), nel prestigioso palazzo “Marri Martini” in via Montanini a Siena, ha tenuto a battesimo la mostra "Tellus et Homo", curata da Antonella Filippone. Presenti all’evento importanti personaggi del mondo istituzionale, politico e religioso. A partire dal cappellano dell’Ordine di Malta, monsignor Fabrizio Turriziani Colonna agli assessori del comune di Siena Giuseppe Giordano e Massimo Bianchini, dal Coordinatore di Forza Italia nei Balcani, Lorenzo Grassini al presidente dell’Asp, Guido Pratesi passando per il presidente del Consiglio comunale di Siena Davide Ciacci e la consigliera azzurra, Lorenza Bondi, il manager Giorgio Maggiorelli, l’archistar Stefano Tozzi, gli imprenditori Antonello Pianigiani e la moglie Antonietta Panarelli, il commerciante fashion Giacomo Franchi, lo scrittore Riccardo Gambelli, l’ex assessore alla cultura Pasquale Colella, l’imprenditrice Nicoletta Cardin che ha arricchito la mostra con i suoi gioielli Adelchisa, e molti altri.
L'evento ha rappresentato un'importante opportunità per esplorare il nuovo ciclo pittorico dell'artista senese che ha affrontato il complesso rapporto tra l’Uomo e la Terra. Dopo il successo del progetto internazionale dedicato al "Rāmāyāna" a Calcutta, Zacchini è tornato a Siena con opere nuove, perfino sfere d’acciaio caratterizzate da una potente espressività, un'esplorazione delle dinamiche tra il sacro e il profano, il rispetto e la distruzione, la creazione e la rovina: “Daniele – ha detto Filippone – con le sue sfere e la particolarità del tocco artistico che ha impresso, ci porta ad esplorare un nuovo mondo, un nuovo spazio e una nuova terra ancora più profonda e circolare. Si sprigiona il dominio con la natura attraverso aspetti forti così come è l’unica opera figurativa della mostra, quella che rappresenta il cavallo come forza della terra”.
Le opere di Daniele Zacchini non sono semplici tele, ma spazi in cui il colore si stratifica, creando un dialogo tra significati culturali e forme visive. Ogni pennellata si configura come gesto significativo, un richiamo a una connessione profonda con la natura: “Sono contento della risposta ottenuta dalle mie nuove opere e il nuovo corso intrapreso tra scultura e ricerca di stile. Per un pittore che lavora sul piano, arrivare al tridimensionale è sempre difficile e molto impegnativo. Ma sicuramente molto stimolante. Sulle sfere ho usato solo le spatole, ho lavorato su una tecnica molto in profondità” ha evidenziato l’artista.
L'anteprima ha fornito l'occasione unica per interagire con un percorso artistico di respiro internazionale. Il prossimo ottobre, Zacchini presenterà il suo lavoro anche a Tirana, in Albania, in un nuovo viaggio fuori dai confini nazionali, continuando a stimolare riflessioni fondamentali: siamo custodi o distruttori del nostro ambiente? Siamo parte del cosmo o ne siamo i dominatori?
Il progetto ha distinto l’anteprima della mostra "Tellus et Homo" come un'esperienza estetica profonda, un'interrogazione artistica che ha illuminato il messaggio europeo di maturità e nuovi obiettivi. Le opere di Zacchini riflettono un rapporto ancestrale, esplorando le tensioni tra sacro e profano, rispetto e distruzione, creazione e rovina: “Ringrazio tutto lo studio che mi ha accolto e ha aperto le porte alla mostra. Sono felice – ha detto ancora Zacchini - per la grande affluenza dei miei amici, clienti ed estimatori. A Siena c’è sempre una seria apertura a chi propone qualità ma soprattutto collaborazione purchè fatta da chi l’arte la produce e la vive ogni giorno come lavoro e scelta di vita. Per me è stato un onore poter contare su un pubblico così numeroso e attento”.
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