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Rischio idrogeologico, due milioni per blindare Pienza

Le piogge di gennaio hanno indebolito la zona e l’Autorità di bacino vara un piano di drenaggio

Marco Decandia

03 Febbraio 2026, 06:47

Manolo Garosi

Il sindaco di Pienza Manolo Garosi

Le forti piogge di fine gennaio hanno riportato l’attenzione sulla fragilità dei versanti toscani, in particolare dove i terreni sabbiosi poggiano su argille meno permeabili. Tra le zone più monitorate c’è quella di Pienza, con i suoi versanti storicamente soggetti a dissesti. L’Autorità di bacino del distretto dell’Appennino settentrionale, guidata da Gaia Checcucci, segue la situazione passo dopo passo. “In molti territori come quello pientino - spiega la segretaria generale - la presenza di argille alternate a livelli più sabbiosi porta a perdita di coesione e a scorrimenti lenti verso valle. Per questo il fattore acqua è decisivo. I progetti più efficaci partono dalla regimazione e dal drenaggio delle acque sotterranee prima ancora che dalla messa in sicurezza delle terre di superficie”.

Da marzo 2024, il distretto è l’unico in Italia ad avere adottato un Piano di assetto idrogeologico unico, approvato dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio di quest’anno, che individua oltre 39.800 aree a pericolosità molto elevata e 108.900 a pericolosità elevata nel territorio toscano. A Pienza, in particolare, sono ampie le zone classificate P4, comprese quelle che interessano il centro storico e i versanti circostanti. Qui la normativa limita interventi edilizi e urbanistici, consentendo solo consolidamenti e manutenzioni. Da due anni l’Autorità di bacino ha avviato un percorso condiviso di prevenzione con Comune, Regione e Provveditorato alle opere pubbliche della Toscana, inserendo la città di Pio II nella proposta di finanziamento dei fondi di coesione 2021-2027. “Con queste risorse di circa 2 milioni di euro – prosegue Checcucci – potremo approfondire lo studio del versante che interessa il Duomo e realizzare le opere necessarie per proteggere Santa Maria Assunta, un capolavoro del XV secolo”.

Il sindaco Manolo Garosi conferma: “Arriveranno fondi fondamentali per completare il consolidamento del versante che va dal Casello al viale di Santa Caterina. Questo permetterà il secondo stralcio dei lavori su Santa Caterina, a cui verrà esteso il sistema di monitoraggio che al momento è attivo solo sulla Cattedrale. Ringrazio l’Autorità di bacino e il Provveditorato, con cui collaboriamo da anni per garantire sicurezza sia nella zona rossa di quarto grado di pericolo geomorfologico che interessa l'affaccio sulla Valdorcia, sia sulla frattura storica nel sottosuolo legata alla faglia del duomo”.

Il lavoro congiunto tra le parti conferma l’impegno costante per la tutela del territorio pientino, combinando monitoraggio continuo, consolidamento dei versanti e prevenzione dei rischi per proteggere abitanti, beni storici e paesaggio.

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