Abbadia San Salvatore
Niccolò Volpini (sindaco di Abbadia San Salvatore)
Il Consiglio comunale di Abbadia San Salvatore si è aperto con le comunicazioni del sindaco Niccolò Volpini sulla nota petizione popolare presentata da alcuni cittadini, che richiedeva una rivalutazione della localizzazione del nuovo plesso scolastico.
“Le 1.144 firme che sono state depositate a corredo della petizione sono un atto che merita rispetto - ha esordito il sindaco -. È un segnale di attenzione e partecipazione”. Volpini ha ricostruito il percorso che porta fino a oggi, dopo aver comunque precisato che la petizione è stata ritenuta idonea, che ha convocato i promotori per capire le motivazioni di quella iniziativa e si è confrontato con i dirigenti del Comune.
In buona sostanza “la petizione è stata ricevuta, valutata e discussa”.
Solamente il capogruppo di maggioranza Luciano Forti ha dichiarato che “è facile far leva sulle persone, sfruttando l’emotività dell’argomento”.
Il sindaco ha ricostruito l’iter della progettazione e del finanziamento con i fondi Pnrr, a cui hanno dovuto rinunciare. Fino a arrivare ai nostri giorni.
“Il progetto, pronto nei prossimi mesi, avrà una copertura economica - terminati gli ultimi adempimenti tra Regione e Enel Green Power, perché, come sapete, una parte dei fondi geotermici andrà sulla scuola - e ci troveremo in una posizione in cui avremo il progetto in lotti appaltato e validato e la copertura economica del primo lotto”.
Silvio Carli, capogruppo della lista di opposizione Insieme, ha fatto notare l’eccessivo dimensionamento della nuova scuola (il numero congruo poteva essere 400 alunni) e quanto alla localizzazione ha corretto - documenti alla mano - quanto riportato dalla delibera di giunta, che parlava di scartare “tassativamente” i terreni su cui era stato edificato il vecchio edificio e ha denunciato il fatto che gli amministratori non hanno voluto ascoltare i cittadini.
Giacomo Bisconti, capogruppo della lista “Uniti per cambiare”, ha esordito dicendo che “la saga della scuola, iniziata venti anni fa, è già una condizione per sancire un certo fallimento politico e amministrativo”.
E per concludere ha detto che “le posizioni politiche di arroccamento hanno portato a un risvolto negativo sul piano del confronto e della scelta”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy