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Strade piene di buche, anche in montagna la musica non cambia

Protestano i residenti e i turisti di Abbadia San Salvatore per lo stato dell’asfalto e dei marciapiedi

Mariella Baccheschi

18 Marzo 2026, 13:16

strade piene di buche

Anche nei paesi di montagna, come Abbadia San Salvatore, il dibattito sulle strade dissestate per la presenza di buche di varie dimensioni e profondità, rattoppi e asfalto deteriorato è sempre all’ordine del giorno.

Di recente, un cittadino romano, ma residente in questo paese, ha scritto al sindaco Niccolò Volpini, per denunciare una zona di piazzale Michelangelo, un tratto molto transitato, dove a un vero e proprio campionario di buche si somma il problema del buio, in quanto angolo privo di illuminazione.

E il sindaco, gli ha risposto tramite messenger, dicendo che “conosciamo purtroppo la problematica, cercheremo, non appena le risorse ce lo permetteranno, di risolvere. Grazie mille”.

Ma ogni cittadino avrebbe una storia personale da raccontare, cadute a iosa, sia nelle strade, sia nei marciapiedi, ridotti ai minimi termini nel territorio amiatino.

E a lamentare lo stato pietoso delle vie su cui dobbiamo camminare sono sia i residenti, in passato anche con raccolta firme, sia i visitatori o turisti che capitano da queste parti.

Un progetto di manutenzione

L’attuale amministrazione comunale di Abbadia San Salvatore aveva espresso il proposito di portare avanti un progetto di rigenerazione urbana, tanto è vero che era stata accolta alla unanimità la proposta della lista civica di minoranza Insieme, che richiedeva il recupero delle zone dissestate adiacenti all’Abbazia di San Salvatore (che risale all’VIII secolo) e dell’area del Torrione (torre medievale nel centro storico), degradate e pericolose. Della prima si era occupata anche l’associazione Italia Nostra regionale: “Tale trascuratezza - scriveva - è tanto più inaccettabile, in quanto avviene in un contesto di così alto pregio, da avvilirne il valore storico-religioso”.

Mentre dell’area Torrione, gli autori della mozione rilevavano che “si presenta in alcune parti con disconnessioni importanti della pavimentazione, che oltre al negativo impatto visivo, risultano un pericolo per chi la percorre”. Era il settembre 2024, ai due interventi era stata riconosciuta la priorità, ma a oggi nulla.

Qualche tentativo di indorare la pillola è stato fatto in passato, riqualificando tratti di marciapiede con asfalto e nuovi cordoli e anche di recente sono stati impegnati circa 85.000 euro per alcuni tratti di marciapiede e abbattimento delle barriere architettoniche nelle strade più periferiche di via Case Nuove e via San Giovanni, da via Buozzi a via Martelli.

Ma sono gocce nell’oceano. Oggi servono interventi strutturali, anzi serve un serio progetto di rigenerazione urbana, al pari di una grande opera.

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