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Il caso

Acqua & Sapone chiude il magazzino a Piancastagnaio, 56 famiglie nel baratro

Ennesimo fronte della crisi: verso lo stop al sito Logimer Srl, che fa parte del noto marchio. Sindacati e lavoratori mobilitati

Caterina Iannaci

31 Marzo 2026, 13:17

Logimer Srl di Piancastagnaio (magazzino ‘Acqua & Sapone’)

Logimer Srl di Piancastagnaio (magazzino ‘Acqua & Sapone’)

Non si arresta lo stillicidio di posti di lavoro che sta colpendo la provincia di Siena. Al novero delle aziende decise a chiudere i siti lavorativi si aggiunge Logimer Srl di Piancastagnaio (magazzino ‘Acqua & Sapone’): sono a rischio altri 56 lavoratori.

"Oltre ai casi ormai noti dell’industria manifatturiera e alimentare, che da giorni occupano le cronache locali e nazionali, oggi è il commercio legato alla grande distribuzione a mettere a rischio l’occupazione - commentano Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl Siena e Uiltucs Toscana - è sconcertante apprendere che l’ingresso di un grande investitore internazionale, detentore di Cesar S.p.A., che ha acquisito la maggioranza del brand ‘Acqua & Sapone’ – realtà fino a poco tempo fa frammentata tra diversi soci e oggi, insieme al marchio La Saponeria, presente in diciannove regioni – non porti sviluppo occupazionale, ma al contrario preveda lo smantellamento del sito distributivo toscano di Casa del Corto, a Piancastagnaio, alle pendici del Monte Amiata. Una scelta che mette a rischio il futuro di oltre 50 famiglie che da quel lavoro traggono la propria sussistenza".

"Questo è quanto emerso dall’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di Logimer Srl, riuniti su convocazione di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, per essere aggiornati sull’esito del primo incontro con Cesar S.p.A., a seguito della comunicazione di incorporazione – tramite fusione – delle controllate Logimer Srl e M.D.M. Srl. Le ipotesi di ricollocazione prospettate nei punti vendita risultano, alla luce della conoscenza del territorio e della rete commerciale, del tutto inadeguate e prive di concretezza" tuonano i sindacati.

"Dopo un iniziale momento di sgomento e incredulità, le maestranze hanno reagito con determinazione, dando mandato alle organizzazioni sindacali di rendere subito pubblica la gravità della situazione, di sensibilizzare l’opinione pubblica e di coinvolgere tutte le istituzioni affinchè si attivino con urgenza per scongiurare la chiusura del sito - aggiungono le sigle - è stata inoltre avanzata una richiesta chiara e ferma a Cesar S.p.A.: rivedere il piano industriale e garantire la continuità del magazzino di Piancastagnaio, presidio produttivo attivo da oltre 30 anni, che con professionalità, qualità e dedizione ha contribuito in modo determinante alla crescita e alla notorietà del marchio ‘Acqua & Sapone’ nell’Italia centrale".

"Le lavoratrici e i lavoratori hanno ribadito con forza la propria volontà di difendere il posto di lavoro e il futuro del territorio: sono pronti a promuovere e sostenere ogni iniziativa di mobilitazione, nel rispetto della legalità, qualora l’Azienda dovesse proseguire nel proprio intento di chiusura. Già nel prossimo incontro, calendarizzato per il 1 aprile, sarà fondamentale verificare la disponibilità dell’impresa ad un cambio di rotta".

"In assenza di segnali concreti, la mobilitazione è destinata a crescere. Le 56 famiglie direttamente coinvolte, insieme all’intero indotto locale che verrebbe duramente colpito, non sono disposte ad accettare una decisione che non nasce da una reale crisi aziendale – essendo il Gruppo in buona salute – ma da una logica di profitto spinta oltre ogni limite" concludono Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl Siena e Uiltucs Toscana.

Dopo l’incontro del 1 aprile, le maestranze si riuniranno nuovamente in assemblea: con la speranza di un ripensamento, ma con la determinazione, forte e condivisa, di lottare fino in fondo per la difesa del proprio lavoro, della dignità e del futuro del territorio.

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