Abbadia San Salvatore
Leonardo Rappoli (assessore al commercio di Abbadia San Salvatore)
Il centro di Abbadia San Salvatore tornerà a pulsare di nuova vita con il progetto “Abbadia Pulse” e grazie a quei cittadini che metteranno a disposizione i fondi di loro proprietà sfitti per imprese, associazioni e privati, interessati a aprire nuove attività. Il progetto dell’amministrazione comunale è stato illustrato in un pubblico incontro, a cui hanno partecipato il sindaco Niccolò Volpini, l’assessore competente Leonardo Rappoli, le animatrici della agenzia che ha esperienza in questo settore. L’idea consiste nel reperire fondi attualmente non utilizzati nelle vie centrali del paese - viale Roma, via Cavour, piazza Gramsci e vie limitrofe - per riaprirli temporaneamente per quattro mesi, tra l’estate e l’autunno, ospitando attività commerciali, artigianali, culturali e ricreative. Si tratta di impegnarsi gratuitamente per un breve periodo, scaduto il quale i proprietari hanno la possibilità o di ritirarsi o di affittare regolarmente. Il Comune li ha invitati ad aderire alla manifestazione di interesse, la cui scadenza è stata prorogata dal 19 aprile a fine mese e comunque rimarrà aperta anche successivamente. Sarà il Comune, in questa fase, a occuparsi “di piccoli interventi di sistemazione e delle spese legate alla formalizzazione degli accordi”.
E, una volta individuati i fondi, sarà pubblicato un secondo avviso rivolto a “imprese, associazioni e cittadini interessati a aprire nuove attività”. Soggetti residenti anche in altri paesi o città. Al momento il Comune ha ricevuto diverse adesioni, ma affinché il progetto generi nuove occasioni di sviluppo e una vera e propria rigenerazione urbana e sociale è necessario un maggiore coinvolgimenti dei privati. E, pertanto, chi possiede un fondo vuoto non esiti a metterlo a disposizione. Solo per quattro mesi - i migliori mesi estivi e autunnali - dopo di che può ritirarsi oppure trovare un accordo per proseguire l’esperienza con il nuovo affittuario. Ad Abbadia San Salvatore i fondi sfitti sono quasi 60. “La nostra attenzione è rivolta in particolare ai giovani - sottolinea Rappoli - a cui viene offerta la possibilità di nuove iniziative imprenditoriali, valorizzando il commercio come elemento non solo economico, ma anche sociale e culturale”. Il progetto è reso possibile grazie al finanziamento ottenuto nell’ambito del bando regionale Toscana Diffusa, per un valore complessivo di 62.500 euro, di cui 37.500 euro di contributo regionale e 25.000 euro di cofinanziamento comunale.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy