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Lavoro

Caso Acqua&Sapone, fumata grigia. Nuovo incontro il 26 maggio

Piazza davanti al comune gremita, la comunità intera riunita in difesa delle 56 famiglie. Scartoni (Cgil): "Sui punti chiave che abbiamo posto, non abbiamo avuto risposte"

Mariella Baccheschi

06 Maggio 2026, 20:46

Acqua& Sapone, prosegue la battaglia

Acqua& Sapone, prosegue la battaglia

“Dalle nostre facce la soddisfazione è poca. Il problema vero è che cosa abbiamo concluso non lo so. Sui punti chiave che abbiamo posto, non abbiamo avuto risposte. Da parte nostra una apertura verso Cesar spa: se ritenete di aver bisogno di più tempo per valutare le nostre proposte, bene. Siamo aperti a qualsiasi tipo di soluzione, purché si rispetti la dignità del lavoro e della persona e la soluzione riguardi tutti e quanti i 56 lavoratori”. Questa in estrema sintesi la comunicazione che il rappresentante di Filcams Cgil Siena Gianluca Scartoni ha effettuato ai lavoratori del Magazzino di Acqua&Sapone, riuniti nel Municipio di Piancastagnaio al termine dei lavori del tavolo di salvaguardia.

“Il confronto prosegue - ha aggiunto il consigliere regionale Valerio Fabiani -. Il tema è ora capire come l’azienda favorisce il processo di reindustrializzazione. Su questo punto si è discusso a lungo, in preparazione del prossimo tavolo, fissato il 26 maggio”. Il confronto ieri a Piancastagnaio era cominciato puntualmente alle ore 14, una volta giunti i rappresentanti delle istituzioni, di Filcams Cgil Siena, Fisascat Cisl Siena e Uiltucs Toscana area Siena, con relative Rsa aziendali, il consigliere regionale Valerio Fabiani, nonché il Ceo, un delegato e due avvocati di Cesar spa. I dipendenti del sito logistico, in sciopero dalle ore 13 alla fine del turno, si erano dati appuntamento già prima con i loro familiari presso il comune di Piancastagnaio. L’area antistante l’ingresso del Municipio era infatti tappezzata di bandiere, slogan e gremita di manifestanti e di lavoratori, ma non solo, giunti anche da altri siti produttivi e da altri comuni per portare la loro solidarietà. Si respirava un clima di tensione, ma connotato da un filo di speranza. Tra i familiari dei dipendenti e delle dipendenti del Magazzino, che la Cesar spa vuol smantellare, c’è molta apprensione. Come è possibile trovarsi da un giorno all’altro senza lavoro, oppure sbattuto a 50, 100 chilometri di distanza da casa, dopo il sacrificio di una vita impegnata a far crescere quella azienda oppure, per un giovane, trovare un’altra occupazione? Secondo altre versioni, invece, una soluzione soddisfacente poteva essere alla portata di mano. Verso le 16, invece, i primi mormorii. La situazione era in fase di stallo e bisognava farsi sentire con slogan di protesta, fischi e canti. Quando la delegazione di Cesar spa è uscita, è stata contestata e tallonata da un folto gruppo fino al loro imbarco in auto.

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