LA VICENDA
senatore Silvio Franceschelli
Il Governo Meloni sta apportando modifiche, con il decreto Transizione 5.0, al quadro normativo per la nascita di nuovi impianti per la produzione di energia rinnovabile. L’esecutivo ha posto la fiducia al testo, che ha già ottenuto il sì del Senato; in tempi brevi ci sarà il passaggio dalla Camera dei deputati. Molto attivo sul tema è il senatore del Pd, e sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli. I dem, sottolinea il senatore, non sono contrari ai processi per la transizione energetica; criticano tuttavia il metodo adottato per arrivare al voto del provvedimento e, nel merito, anche alcune novità rilevanti che sono presenti nel testo. Dichiara Franceschelli: “Con questo decreto si toglie governance ai territori mentre le compagnie private avranno molto più spazio per disegnare loro piani e progetti. Gli enti locali perderanno peso e spazio decisionale. Così i Comuni vengono mortificati, e se vogliamo sarà anche più difficile contrastare le speculazioni”.
Il senatore Franceschelli sottolinea la posizione del Pd sul processo di transizione energetica: “Noi siamo favorevoli, e lo abbiamo detto e dimostrato più volte. E’ chiaro che su questo tema ci siano importanti obiettivi da raggiungere. Tuttavia si deve considerare che queste operazioni hanno degli indubbi effetti sui territori. Noi diciamo sì alla transizione energetica, ma vogliamo che a guidarla siano la politica e gli enti locali, e non le compagnie di privati. Noi abbiamo governato già in passato questo fenomeno, si pensi al lavoro fatto in Toscana sulla geotermia. La transizione deve essere realizzata in modo equilibrato, con una spinta nazionale ma nel pieno rispetto dei valori territoriali, del paesaggio, della cultura e dell’identità delle comunità locali”. Poi, nello specifico: “Non è accettabile che un tema così delicato, che tocca direttamente la programmazione urbanistica e ambientale dei territori, sia affrontato con un decreto giunto in commissione per la discussione degli emendamenti (oltre 400), liquidato in mezza giornata e blindato dalla fiducia. Questo approccio ha commissariato i territori: tutti gli emendamenti sono stati respinti senza un reale confronto in Commissione e senza ascoltare le voci degli enti locali”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy