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La classifica

Siena rimane ai vertici in Italia per inflazione

I dati dell'Unione nazionale consumatori sulle città più care

Aldo Tani

16 Gennaio 2026, 21:07

Siena panorama

Siena conquista la medaglia d'argento nella classifica delle città italiane più care del 2025, stilata dall'Unione Nazionale Consumatori sulla base dell'inflazione media Istat. Primo posto per Bolzano, che in media ha subito un aumento a famiglia di 730 euro, mentre i nuclei senesi hanno dovuto pagare 649 euro in più. Siena tuttavia mantiene il primato per quanto riguarda l’inflazione, con una maggiorazione del 2,4%. Sul terzo gradino sale Rimini (+2,2%, +606 euro), mentre chiudono la top ten Belluno (+2,3%, +599 euro), Padova (+2,1%, +579 euro), Pistoia (+2,1%, +568 euro), Arezzo (+2%, +541 euro), Siracusa (+2,3%, +533 euro), Trieste (+1,8%, +506 euro) e Gorizia (+1,8%, +479 euro).

All'opposto, Brindisi guida le città più "risparmiose" con +1% e un aggravio di soli 197 euro. Ex aequo al secondo posto Sassari e Benevento (+199 euro), bronzo a Trapani (+0,9%, +208 euro). Completano la top ten virtuosa Campobasso (+0,9%, +213 euro), Caserta (+1%, +221 euro), Lodi (+0,8%, +230 euro, inflazione più bassa d'Italia), Catanzaro (+1,2%, +233 euro), Pisa (+0,9%, +243 euro) e Aosta (+0,9%, +249 euro).

In testa alla classifica delle regioni più costose, con un’inflazione annua a +1,9%, l’immancabile Trentino Alto Adige che registra a famiglia un aggravio medio pari a 587 euro rispetto al 2024. Segue il Friuli Venezia Giulia (+1,7%, +466 euro). Al terzo posto, con +457 euro, il Veneto (+1,7%). La Puglia, pur avendo l’inflazione regionale più alta d’Italia, +2,1%, è «solo» al quinto posto in termini di aumento del costo della vita. La regione più conveniente è il Molise (+0,9%, +213 euro). In seconda posizione la Valle d’Aosta (+0,9%, +249 euro), Medaglia di bronzo per la Sardegna (+1,3%, +250 euro). La Toscana si posiziona al decimo posto, a merito merito con l’Emilia Romagna. Il territorio regionale è appena al di sotto la media italiana per quanto riguarda l’inflazione, 1,5 contro 1,4%. In media ogni famiglia ha speso 369 euro in più rispetto al 2024. Quindi 7 euro in meno dei rincari affrontati mediamente dagli italiani.

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