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Siena

Petri: “Le imprese in sofferenza”

Il presidente della Cna di Siena sottolinea le criticità: “Accesso al credito, costo dell’energia, burocrazia”

Gennaro Groppa

16 Febbraio 2026, 08:00

Fabio Petri

“La fotografia delle nostre aziende e della nostra manifattura è in chiaroscuro. Non basta guardare i dati, quei numeri vanno analizzati. Il numero delle imprese presenti nel territorio è stabile: tuttavia a fronte di start up che nascono e che al momento non hanno grande solidità economica ci sono molte aziende storiche che incontrano difficoltà”. L’analisi è di Fabio Petri, presidente della Cna di Siena, che parla di problematiche e criticità diffuse nel territorio provinciale senese e nei vari settori lavorativi e occupazionali. Ricorda, Petri, la rilevanza della manifattura nel sistema economico e produttivo senese, toscano e italiano, e parla di quelle che sono le problematiche vissute da anni da chi fa impresa. Difficoltà che derivano da questioni locali come nazionali o persino internazionali.

- Presidente Fabio Petri, come stanno le aziende del territorio senese?

C’è ancora molta incertezza, e molte questioni che causano criticità non sono state affrontate. Ci sono problemi importanti per chi fa impresa: penso al costo dell’energia, che rimane decisamente alto. E’ un problema strutturale per tutte le imprese del nostro Paese, ma per chi ha una vocazione all’export questo è un gap di non poco conto rispetto ad aziende di altri Paesi. Un problema serio è costituito anche dalle difficoltà nell’accesso al credito, che pesa soprattutto sulle piccole e piccolissime aziende. E poi non posso non citare la burocrazia, che continua a rappresentare una forte criticità: ci sono troppe regole, che scoraggiano qualsiasi investitore, servirebbero anche in questo caso delle politiche differenti.

- Eppure dalle statistiche e dai numeri leggiamo che il sistema produttivo tiene botta...

Sì, ma dobbiamo essere realisti e dobbiamo fare attenzione ai numeri e analizzarli bene. Nascono tante start up che hanno una solidità economica limitata, mentre aziende che da tempo erano strutturate ora sono in crisi. E le loro difficoltà possono fare molto più rumore e produrre ancora più danni. Statistiche regionali ci dicono che sei start up su dieci chiudono nei primi due anni di vita, ciò deve farci rendere conto delle difficoltà che si trova di fronte chi cerca di fare nuova impresa. Nel territorio ci sono filiere importanti che vivono criticità: la moda, la meccanica, l’automotive, anche il vino che deve riposizionarsi su nuovi mercati dopo i dazi statunitensi. Il camper vive dei cicli, i grandi marchi stanno andando discretamente mentre per l’indotto le cose vanno peggio.

- C’è stata nel tempo poca lungimiranza nel territorio senese?

L’economia dell’intero Paese si poggia sulla manifattura. Nel territorio della provincia di Siena abbiamo un tessuto importante in Valdelsa, e buone cose anche in Valdichiana. Il resto del territorio è agricolo e turistico. Ma io ripeto sempre che non si può pensare di compensare le perdite della manifattura solamente con il turismo. Un sistema simile non può reggere nel lungo periodo. Al contrario servono delle politiche adeguate per sostenere le attività esistenti.

- A Siena grandi criticità vengono vissute con le vicende Beko e PayCare: a tal proposito è in corso il lavoro per la reindustrializzazione del polo in viale Toselli. Lei come se lo immagina in futuro?

Si può fare un ragionamento riguardo a quale tipologia di attività sarebbe preferibile attrarre, ma io credo che il ragionamento più importante debba essere più ampio e andare a riguardare l’intero territorio provinciale. Dobbiamo avere e mettere in campo una strategia più ampia, consci che si stanno vivendo dei problemi seri. Si guardi a quanto è cresciuta e continua a crescere la cassa integrazione in questo territorio. Il polo di viale Toselli è un punto importante per la città e ovviamente necessita di un rilancio e di una reindustrializzazione, ma il discorso da fare è a mio avviso generale per poter pensare a un rilancio complessivo del territorio senese.

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