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Siena

I rider protestano: “Salario equo e più sicurezza”

Il presidio è stato effettuato davanti alla sede senese della Cgil. Duccio Romagnoli: “E’ il momento di regolarizzare questo settore”

Gennaro Groppa

15 Marzo 2026, 16:22

rider a Siena

Chiedono un salario equo, maggiori tutele e più sicurezza sul lavoro. I rider oggi non sono più “cittadini invisibili”. Scendono in piazza, effettuano presidi, manifestano e protestano per quelli che sono i loro diritti. Le inchieste attivate a livello nazionale hanno fatto scattare un campanello dentro di loro: ed ecco che adesso parlano di orari di lavoro, di compensi equi, di sicurezza sul lavoro (che per loro significa sicurezza sulle strade), di contratti giusti.

Sta cambiando, anche rapidamente, il mondo dei rider. A Siena ce ne sono una cinquantina, praticamente tutti stranieri. Molti di loro ancora non sanno bene la lingua italiana. Ormai sono ben noti ai senesi, che li vedono circolare in bicicletta o in motorino a portare le consegne: di giorno come di notte, e con qualunque condizione meteo e atmosferica.

La loro condizione lavorativa è ormai divenuta un tema politico, e una questione dibattuta dall’opinione pubblica: si parla di paghe di alcuni euro all’ora, spesso non oltre i 5 euro, e di turni lunghissimi, anche di undici ore al giorno. La loro situazione va adesso assolutamente affrontata.

Ieri pomeriggio i rider senesi hanno effettuato un presidio davanti alla Cgil di Siena. Si sono presentati una trentina di rider, nella categoria sembra ormai svanita la paura di protestare, il timore che alzare la testa e chiedere qualcosa possa portare alla perdita della propria occupazione. I lavoratori hanno parlato con la segretaria generale della Cgil di Siena Alice D’Ercole e con il segretario generale della Nidil Cgil di Siena Duccio Romagnoli. I sindacalisti hanno parlato di diritti, di giusti contratti e di paghe eque che spettano ai lavoratori. Presenti anche alcuni interpreti, proprio perché alcuni lavoratori non hanno ancora una piena conoscenza e familiarità con la lingua italiana.

Soddisfatto dell’incontro Duccio Romagnoli: “Vedo ora una grande partecipazione quando andiamo a toccare questi argomenti - sono state le parole del sindacalista - e la consapevolezza in questi lavoratori sembra crescere giorno dopo giorno. Vediamo sempre più attenzione da parte di questi ragazzi, in questo settore spesso si è parlato di sfruttamento lavorativo e adesso c’è il coraggio di denunciare quanto è avvenuto. La prima cosa che chiediamo è un salario equo e giusto, molti lavorano per appena 5 euro all’ora e fanno fino a undici ore di lavoro in un giorno. E’ il momento di regolarizzare la loro situazione, e non va dimenticato il tema della sicurezza: molto spesso questi ragazzi vanno in strada senza luci e senza un giubbetto catarifrangente”.

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