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Chiusdino

L'enigma di Castelletto Mascagni il borgo fantasma dimenticato

Splendore e polvere nell'ex possedimento dell'Abbazia di San Galgano dove è nata la moderna anatomia

Caterina Iannaci

21 Marzo 2026, 13:35

Castelletto Mascagni Chiusdino

Arroccato su una collina tra il torrente Feccia e il fiume Merse esiste un luogo sospeso, un borgo fantasma inghiottito dal silenzio e dalla vegetazione: Castelletto Mascagni. Un tempo pulsante di vita e ingegno, oggi è un guscio di pietra che racconta una storia di grandezza tradita. Le sue origini risalgono al Trecento, quando era noto come Bossolino e rappresentava un importante nucleo abitativo legato al territorio dell’abbazia di San Galgano, di cui era un satellite agricolo.

Fu però nel Seicento, con l’arrivo della famiglia Mascagni, che il borgo conobbe la sua trasformazione più significativa: al centro venne edificata una villa imponente, con archi in travertino e stemmi scolpiti, simbolo di prestigio e potere. Tra queste mura visse e morì uno dei più illustri anatomisti italiani del Settecento, Paolo Mascagni, le cui illustrazioni anatomiche sono conservate all’interno del Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici. Morì qui, a 65 anni, lasciando al borgo un’aura di memoria colta e malinconica.

Oggi però quel passato appare lontanissimo. Il complesso, con la sua strada pedonale e gli edifici, è in stato di totale abbandono. Le stanze superstiti raccontano un lento degrado: soffitti che cedono, intonaci scrostati, oggetti dimenticati. E poi ci sono i graffiti, inquietanti e fuori luogo, che sporcano le pareti come segni di una presenza recente ma priva di rispetto, quasi a voler profanare ciò che resta. Nel 2002 una società canadese acquistò il borgo e i suoi 180 ettari con l’idea di trasformarlo in una multiproprietà turistica. Un progetto ambizioso, mai realmente avviato. Oggi le uniche tracce dei cantieri sono le reti arancioni che si fanno largo tra la vegetazione, testimonianze di promesse svanite in un silenzio ancora più pesante.

Così Castelletto Mascagni continua a vivere nella sua rovina, sospeso tra memoria e oblio, col rischio di diventare soltanto un cumulo di macerie o, per chi lo attraversa, un luogo dove il passato sembra ancora sussurrare tra i ruderi.

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