Siena
Potrebbe essere quasi un remake di Rambo, anche se è difficile immaginarsi Luigi Lovaglio abbracciare fucili oversize. Però il paragone regge se si pensa alla vendetta che si potrebbe consumare.
Da salvatore della patria a fardello il passo è stato breve. Liquidato senza tanti complimenti in nome dei desiderata degli azionisti di peso. Più propensi a pensare ai propri affari che alla gratitudine verso chi aveva fatto rendere (alla grande) l’investimento fatto.
Però l’operato del banchiere lucano, il vero artefice della mossa Mediobanca, non è passato inosservato e, grazie alla famiglia Tortora, il manager potrebbe prendere una rivincita che avrebbe del clamoroso.
La lista presentata dalla Plt Holding, che detiene l’1,2% del Monte ed è la terza in campo (le altre fanno riferimento ai soci di maggioranza e minoranza), deve guadagnarsi la fiducia degli azionisti nell’assemblea del 15 aprile. Considerando i pesi da novanta che puntano ad avere voce in capitolo sul prossimo cda del Monte, è tutt’altro che facile.
Tuttavia l’imprenditore Pierluigi Tortora, attivo nel settore delle energie rinnovabili, è convinto di avere buone chance da giocarsi, contando su un sostegno diversificato. “Crediamo nel progetto di Lovaglio, che è persona di grandi competenze, e nel modello di banca universale, molto diffuso nel mondo”, premette l’imprenditore interpellato da Repubblica, passando poi a delineare un quadro di ciò che si prospetta in vista dell’assemblea.
“Nei fondi e negli investitori internazionali c’è un po’ di disorientamento per la lista del cda. Ma bisognerà vedere cosa diranno i proxy advisor, credo che possano apprezzare la nostra lista”.
L’occasione per descrivere meglio ciò porterà all’attenzione dei soci montepaschini: “La nostra lista è aperta ad altri contributi, per esempio ci sono ex azionisti Mediobanca come noi che oggi hanno azioni Mps e che potrebbero aggregarsi”.
Tortora ha ribadito la mancanza di contatti finora sia con Delfin, che pur essendo il primo azionista non dovrebbe partecipare al voto, né con il Tesoro, altro candidato a rimanere fuori dalla contesa. Secondo l’imprenditore per vincere in assemblea in ogni caso “bisognerà arrivare almeno al 20% del capitale, calcolando che il 22% circa non parteciperà e che ci sono in corsa tre liste”. Le votazioni riguarderanno inizialmente le liste e a seguire i candidati.
Oggi intanto è previsto un nuovo cda. Dovrebbe essere valutata anche la posizione di Lovaglio, in quanto la sua presenza dentro una lista concorrente di quella espressa dal cda, sarebbe giudicata incompatibile con gli interessi della banca.
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