Siena
L’associazione La Diana prosegue la sua azione di tutela e promozione di luoghi storici della città, oltre che di sensibilizzazione sulla rilevanza e sull’uso consapevole dell’acqua. Due anni fa ha festeggiato i trent’anni di vita, tre decenni nei quali l’associazione ha dato vita a una miriade di iniziative. Una peculiarità de La Diana è la capacità di continuare ad attrarre tanti giovani, che sono affascinati dall’attività del gruppo e ne divengono volontari. Basta guardare a chi dà vita alle attività: spesso sono giovani di circa 30 anni. E un’altra peculiarità è il fatto che il gruppo è composto anche da molti non senesi, e non senese è anche la presidente dell’associazione, Maria Elena Di Trolio. Si tratta di persone che vengono a conoscenza di ciò che La Diana fa, delle attività di promozione, tutela e valorizzazione, e ne rimangono affascinate, tanto da decidere di dedicarvi tempo ed energie.
E’ stata incredibile nello scorso fine settimana la partecipazione che si è registrata per la visita organizzata dall’associazione La Diana alla Fonte delle monache. Un luogo nascosto e poco conosciuto di Siena, in un edificio in via delle Sperandie che un tempo era per l’appunto un convento di monache di clausura. Nel Trecento, come provato e confermato da un documento storico, fu deciso di costruire una fonte ipogea all’interno del convento. L’acqua serviva alle monache che, essendo di clausura, non potevano avere contatti con l’esterno. Ed ecco che una miriade di partecipanti all’iniziativa della scorsa settimana si è trovato di fronte, davanti agli occhi, un luogo, nascosto, di una Siena che fu. Un pezzo del Trecento di questa città che ancora oggi esiste e che è tornato al centro dell’attenzione grazie a questa iniziativa.

La convenzione con il Comune
E’ in essere una convenzione tra il Comune di Siena e l’associazione La Diana “per la conoscenza, valorizzazione e salvaguardia delle acque del suolo e sottosuolo senese, con particolare riferimento agli acquedotti medioevali Bottini, alle fonti, alle opere, strutture e impianti utilizzati per la captazione ed il convogliamento delle acque, del Museo dell’Acqua, oltre a un ulteriore impegno di divulgazione conoscitiva e di valorizzazione dei Percorsi dell’Acqua nel complesso del Santa Maria della Scala, organizzando attività volte alla valorizzazione di questo patrimonio, svolgendo anche attività di monitoraggio dello stato dei cunicoli, necessaria alla programmazione da parte dell’amministrazione degli interventi ordinari e straordinari”.
- Presidente Maria Elena Di Trolio, com’è andata l’iniziativa che avete organizzato alla Fonte delle monache?
Siamo molto soddisfatti. Circa 1100 persone hanno partecipato, non ci aspettavamo una simile affluenza. Per noi è stata l’opportunità di far conoscere un luogo storico ma nascosto della città di Siena. Una quindicina di volontari si sono alternati per realizzare le visite del mattino e poi quelle del pomeriggio, quella alla Fonte delle monache è una delle tappe del nostro progetto per le scuole. Riusciamo a organizzare tante iniziative, siamo felici di quel che stiamo facendo.
- Quanti volontari fanno parte adesso dell’associazione La Diana?
Siamo oltre duecento volontari. La nostra attività va avanti da più di trent’anni, abbiamo ricevuto la medaglia di civica riconoscenza. Cerchiamo di pensare sempre a iniziative nuove, siamo costantemente alla ricerca di nuovi stimoli.
- E riuscite ad attrarre molti giovani, basta guardare all’età dei volontari dell’associazione...
Sì, per fortuna è così. Abbiamo recentemente dato vita insieme all’Università degli studi di Siena a un corso per accompagnatori, persone che vi hanno preso parte poi sono rimaste nell’associazione.

- Era il corso per bottinieri: quanti vi hanno preso parte?
Circa un centinaio di persone. Alcune poi sono rimaste nell’associazione. Il prossimo anno probabilmente organizzeremo un altro corso. Questi momenti sono fondamentali per approfondire tematiche e per avvicinare persone alla nostra associazione.
- E’ in essere una importante convenzione con il Comune di Siena.
E ci auguriamo di rinnovarla a breve. Diamo vita a iniziative, abbiamo un gruppo che effettua sopralluoghi e realizziamo anche piccoli interventi di manutenzione ordinaria come la pulizia del verde, segnaliamo criticità e problematiche.

- Importante è anche l’attività che realizzate con i ragazzi delle scuole.
Diamo vita a seminari in scuole medie e superiori. Quest’anno il percorso è stato attivato in 7-8 istituti del territorio. Parliamo della storia di Siena, dei bottini e al tempo stesso sensibilizziamo sull’importanza dell’acqua e del suo uso consapevole. Raccontiamo il valore che ha avuto l’acqua nella storia della città di Siena.
- Lei come si è avvicinata all’associazione e come ne è diventata presidente?
Non sono senese, mi avvicinai a La Diana circa venti anni fa. Conobbi i bottini e la Siena sotterranea che è composta da 25 chilometri di gallerie, e ne rimasi affascinata. Sono presidente dal 2024, questo è il mio secondo mandato alla guida del gruppo. Cerchiamo di fare sempre meglio e di pensare ancora a nuove iniziative. Abbiamo una convenzione con Asp per la valorizzazione del ninfeo alla residenza Caccialupi, vogliamo renderlo visitabile: questo è oggi uno dei nostri nuovi obiettivi.
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