Siena
Una giornata di confronto all’Auditorium di Sant’Apollonia, a Firenze, sul ruolo dei visitor centre nei siti Unesco. Un primo appuntamento di lavoro condiviso tra istituzioni, enti locali e professionisti per capire come raccontare al meglio il patrimonio, migliorare l’accoglienza e immaginare strategie comuni.
La mattinata è stata dedicata alle raccomandazioni Unesco e a casi concreti – da Mantova e Sabbioneta a Crespi d’Adda, Ivrea e Bergamo. Il pomeriggio invece si è entrati nel vivo delle questioni, con workshop, idee, visioni condivise. Perché i Visitor Centre non sono solo “punti informativi”, ma spazi in cui il patrimonio è condiviso e prende voce, forma e senso.
Come si racconta un sito Unesco
Come raccontare un sito Unesco? Come accogliere visitatrici e visitatori e accompagnarli nella comprensione di territori complessi, stratificati e vivi? E soprattutto: quale ruolo possono avere oggi i visitor centre nel rendere il patrimonio più accessibile, sostenibile e condiviso? Sono alcune delle domande al centro del convegno “Il ruolo dei visitor centre nei siti Unesco. Una strategia comune per la Toscana”, che si inserisce all’interno di un progetto più ampio promosso dalla Regione Toscana in collaborazione con Unesco – ufficio regionale per la scienza e la cultura in Europa e Fondazione Musei Senesi. L’iniziativa ha riunito amministrazioni, studiose e studiosi, professioniste e professionisti della gestione del patrimonio culturale con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa per la Toscana, mettendo in dialogo esperienze internazionali e progettualità locali.
La pace attraverso la cultura
Partendo da un recente lavoro di analisi e condivisione di esperienze sul tema sviluppato da Unesco, culminato con una mostra organizzata in occasione dell’ultima Biennale Architettura di Venezia, in Toscana si riapre una riflessione sull’argomento. Come organizzare una programmazione per i centri visitatori capace di creare un equilibrio tra coinvolgimento delle comunità, turismo sostenibile e consapevolezza del valore della cultura? In un contesto internazionale molto teso e sotto la pressione di un turismo in continua evoluzione, dunque, la regione Toscana intraprende un percorso innovativo che porterà a un possibile modello per i visitor centre dei siti Unesco toscani anche con l’obiettivo di riportare l’attenzione su come la cultura, l’educazione e la scienza siano veicoli attraverso i quali costruire processi di pace. Dopo questo primo appuntamento il progetto si articolerà in una serie di incontri di approfondimento online in programma nel mese di aprile e workshop nei siti.
Le dichiarazioni
“I visitor centre rappresentano una grande opportunità per raccontare in modo nuovo e più coinvolgente il patrimonio Unesco della Toscana – dichiara l’assessora regionale, Cristina Manetti. – Non si tratta solo di luoghi di accoglienza, ma di veri e propri spazi di narrazione, capaci di mettere in relazione comunità, visitatori e identità dei territori. Investire in questi strumenti significa rafforzare una visione della cultura come esperienza accessibile, inclusiva e profondamente connessa allo sviluppo sostenibile”.
“Fondazione Musei Senesi – conclude il presidente, Alessandro Ricceri – si mette a servizio dei siti Unesco della provincia di Siena e non soltanto con un segmento del proprio piano strategico: il progetto Vivo (Visit, Interpret, Value, Open), infatti, nasce proprio con l’obiettivo di supportare i territori e creare strategie condivise per mettere in rete esperienze, competenze e modelli operativi”.
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