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IL LIBRO

I viaggi di Andrea Frullanti dal cassetto allo scaffale

Cinque racconti in un volume per svelare il mondo dietro un articolo. Trame incrociate che si soffermano su ciò che la cronaca non vede

Vincenzo Battaglia

03 Maggio 2026, 06:10

Andrea Frullanti

Andrea Frullanti

In una calda estate a Parigi Giacomo, che di mestiere fa il giornalista, trova in una bancarella due libri che lo portano alla scoperta di vicende umane non troppo dissimili dalla sua: è questa la trama di Storie. Viaggi di trame incrociate, il libro in cinque racconti scritto dal giornalista senese Andrea Frullanti, edito da Extempora, con la prefazione di Andrea Sguerri e la postfazione di Cristian Lamorte. 40 anni, membro dell’ufficio stampa delle Scotte, con una carriera di lungo corso nel giornalismo cittadino, Frullanti ha scritto questo libro nei giorni della pandemia ma solo ultimamente ha rimesso insieme i pezzi rimasti chiusi nel cassetto per alcuni anni.

“Per me è stata un’evasione dalla routine quotidiana - afferma l’autore. - Rispetto al lavoro in un giornale, l’impegno di un libro è di tutt’altra natura, poiché richiede tempo e riflessione. Sono storie quasi tutte inventate, anche se alcune hanno riferimenti autobiografici o sono ispirate a fatti reali. Pur avendo generi e trame differenti, in ognuna c'è una parte di me”.

Anche se le storie non hanno un legame diretto, il filo conduttore è rappresentato proprio dal protagonista: “Sono racconti indipendenti e di generi differenti. C'è un giallo, un racconto su una vicenda sportiva ispirato alla letteratura americana, un’infatuazione adolescenziale e una narrazione più metaforica con riferimenti autobiografici. Durante il suo viaggio Giacomo incontra varie esperienze letterarie e quasi tutte le storie si concludono con un articolo di giornale che sintetizza la vicenda, evidenziando come la narrazione giornalistica colga solo parte della realtà”.

Non poteva, quindi, mancare un collegamento con il suo lavoro, che ha influito molto nella stesura del libro: “Fare il giornalista nasce dall'ambizione di raccontare la realtà, ma è difficile che il racconto sia completo. Il tempo è poco e gli approfondimenti necessari sarebbero molti di più. A causa dei limiti di spazio in un servizio televisivo o in un articolo, non riusciamo mai a essere del tutto esaustivi. Attraverso questi brevi racconti mostro come, dietro un episodio di cronaca o un risultato sportivo, ci sia un mondo fatto di persone e di storie che si intrecciano”

Andrea Frullanti è padre di un bambino di tre anni e di una bambina di un mese e la genitorialità ha giocato un ruolo importante nella decisione di pubblicare questo libro. “Uno dei racconti a cui sono più affezionato - spiega Frullanti - è Il testamento di Meo, che parla di un personaggio che scopre di essere padre in maniera singolare. Ho scritto i racconti prima di avere figli, ma l'esperienza di essere padre aiuta ad osservare il mondo con gli occhi dei bambini. Come diceva Gianluca Vialli, un genitore è d’esempio non con le parole ma con i fatti. I miei figli sono la spinta che mi ha convinto a mettermi in gioco. Spero che quando leggeranno questo libro da grandi riusciranno a trarne beneficio”.

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