Siena
Quando si decide di arricchire le opzioni della propria strada, senza cambiare pelle ma restando fedeli a ciò che si è sempre fatto, un po’ di timore è inevitabile. Alessio Benvenuti e Riccardo Saracini, senesi, già ben noti in città per la loro avviata macelleria appena fuori da Porta Pispini, lo ammettono senza difficoltà: l’idea di entrare nel mondo della ristorazione, in un settore già affollato e competitivo, partendo senza una lunga esperienza specifica, all’inizio qualche dubbio lo aveva generato. Invece i fatti hanno dato loro ragione: gli spazi conquistati accanto allo storico negozio, e allestiti con tavoli che profumano di tradizione, inalberano spesso il cartello del tutto esaurito, e per trovare posto nelle due serate di apertura, il martedì e giovedì, la prenotazione è un’ottima idea. Comunque resta l’opzione dell’ora di pranzo, sempre possibile dal lunedì al sabato.
“Siamo soddisfatti - racconta oggi Benvenuti - perché non era una cosa scontata. Ci stavamo affacciando, senza esperienza specifica, su una realtà diversa dalla nostra, con regole e ritmi nuovi. Ci abbiamo riflettuto a lungo perché quello della ristorazione è un mondo che ti vuole vedere negli occhi: se sgarri, non ti perdona. La volontà di mettersi in gioco, però, ha avuto la meglio su ogni incertezza, anche perché stava passando un treno che, se non lo avessimo preso, sarebbe andato via definitivamente. Si è creata la disponibilità degli spazi accanto alla nostra bottega, in precedenza facenti parte di un appartamento. Questo ci ha permesso di immaginare un ampliamento vero, strutturato, non improvvisato. Da lì il progetto ha spiccato il volo”.
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Ne La macelleria - carne e cucina, si entra esattamente dalla stessa porta usata da chi vuole comprare tagli di carne e salumi di qualità, ma svoltando poi a sinistra si accede alle sale dove regnano i piatti serviti direttamente sul posto, con un’offerta che valorizza il prodotto. Antipasti che fanno fare il giro d’Italia, primi dall’aroma senese e toscano, l’immancabile fiorentina alta e imponente, una proposta che non è uno stracotto ma neanche un peposo (ma che vale la pena di provare) e altre creazioni sorprendenti brillano in un menù in continuo mutamento, a seconda della stagione. Alla base di tutto, un investimento importante, affrontato in un momento non semplice dal punto di vista dell’economia globale (che rende l’uscita a cena una circostanza su cui riflettere con la calcolatrice in mano), ma guidato da una convinzione chiara. “L’attività commerciale - sottolinea ancora Alessio Benvenuti - ce l’avevamo già, però volevamo un luogo dove le persone stessero bene e avessero piacere a tornare. È questo che ha accompagnato ogni fase del progetto, che ha ovviamente richiesto tempo, energie, una nuova organizzazione del lavoro quotidiano e la ricerca di qualcuno che potesse stare in cucina. Ma fin dai primi giorni di apertura le risposte sono arrivate, con curiosità, attenzione e una presenza crescente di clienti storici e nuovi frequentatori. Come dicevo prima, quello che ci sta dando più soddisfazione è vedere che le persone tornano, non solo per mangiare, ma perché si crea un rapporto, un’abitudine, quasi un senso di appartenenza. Aver creato un posto che funziona perché le persone ci si riconoscono è quello che volevamo fin dall’inizio, ed è anche la vittoria più grande, come la consapevolezza di non esserci snaturati. Abbiamo semplicemente aggiunto qualcosa di coerente con quello che siamo sempre stati”.
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