Siena
Il governatore Eugenio Giani
Una boccata di ossigeno attesissima dai tanti dipendenti di Siena e provincia che in questi mesi hanno perso il posto e dagli gli altri che in questi giorni stanno lottando per mantenerlo. Realtà importanti, che nel giro di pochi mesi stanno cedendo il passo alla crisi. Per questo l’annuncio che la Toscana mette in moto la macchina del reddito regionale di reinserimento lavorativo è stato accolto con interesse. E’ possibile da ieri presentare la domanda per accedere alla nuova misura pensata per garantire un sostegno (si parla di 500 euro mensili per un massimo di 9 mesi) a chi ha perso il lavoro e ha esaurito Naspi o Dis-Coll e non percepisce altri benefici. La domanda dovrà essere presentata sul portale Toscana Lavoro, si legge nella nota, accedendo attraverso identità digitale certificata. L’erogazione del reddito di reinserimento sarà strettamente collegata allo svolgimento di percorsi di politica attiva concordati con il Centro per l’impiego competente presso cui le persone che ne beneficeranno stipuleranno un Patto di servizio personalizzato. “Il reddito era un impegno che avevamo preso e che ora rispettiamo, confermando, la Toscana come punto di riferimento nel welfare italiano -, ha detto il presidente Giani -. Non assistenzialismo, ma politica attiva per il reinserimento lavorativo di chi si trova in condizioni di vulnerabilità". "Procederemo periodicamente ad un’attenta osservazione dell’andamento – aggiunge Giani – per valutare aggiustamenti e miglioramenti”. Non è ancora possibile ipotizzare quante persone sceglieranno di beneficiare di questo strumento, che secondo le stime Irpet potrà raggiungere oltre 11 mila persone. Dipenderà tutto dalla quantità di domande che verranno presentate e dai requisiti.
“Questo provvedimento – ha concluso il presidente Giani - fa parte della grande famiglia dei redditi di cittadinanza, ma è molto diverso da quello che era stato adottato a livello nazionale: è basato sulla formazione, che è competenza regionale ed è destinato a chi ha esaurito gli ammortizzatori sociali per accompagnare queste persone in un percorso di formazione professionale gratuita per un periodo fino a nove mesi, mirato al reinserimento nel mondo del lavoro”.
La misura “è allo stesso tempo uno strumento di protezione e di supporto all’aggiornamento e all’evoluzione delle competenze”, osserva l’assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi. Possono accedere le persone che, al momento della domanda, sono residenti in Toscana da almeno 3 mesi e hanno domicilio nel territorio regionale, versano in stato di disoccupazione o sono prive di lavoro in corso oppure di tirocinio attivo. Inoltre occorre che non ci siano state dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi. L’Isee ordinario deve essere inferiore a 15.000 euro e il patrimonio immobiliare (esclusa prima casa) non può superare i 30mila. Infine i richiedenti non devono essere percettori di misure nazionali come l’assegno di inclusione e il supporto per la formazione e il lavoro, e del “Bonus lavoro e inclusione” di Regione Toscana. Il reddito di reinserimento è finanziato con circa 23 milioni di euro (euro 22.994.642,20) di residui di gestione. Positiva l’accoglienza alla notizia: “La misura varata dalla Regione rappresenta uno strumento importante per sostenere chi ha perso il lavoro, ma per costruire davvero nuove opportunità serve una strategia integrata che metta al centro la dignità della persona e la complessità dei percorsi lavorativi”. E’ il commento di Elena Pampana, presidente di Acli Toscana. “L’obiettivo di ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro è condivisibile – prosegue Pampana – e i dati mostrano come, in alcuni settori, in particolare quelli digitali e ‘green’, le difficoltà di reperimento superino il 60%. Siamo di fronte a un mercato del lavoro in profonda trasformazione, e crediamo sia importante continuare a rafforzare gli strumenti che aiutano le persone ad affrontarla”. “È però fondamentale ricordare – aggiunge – che i percorsi di riqualificazione professionale richiedono tempo, accompagnamento e attenzione ai bisogni individuali”.
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