SIENA
Il vino è tra i prodotti che rischiano di più
Nel corso degli anni, gli Stati Uniti si sono affermati come un mercato di crescente rilevanza per le aziende agricole e agroindustriali della Toscana. Tale tendenza è particolarmente evidente nell'ultima decade, riflettendo l'importanza crescente di questa relazione commerciale, soprattutto per una regione a vocazione agricola come la Maremma. La provincia di Grosseto, in particolare, emerge come la più esposta ai rischi derivanti dai dazi, con un valore complessivo di 236 milioni di euro, pari al 70% delle esportazioni previste per il 2024.
Nell'ambito delle esportazioni toscane destinate agli Stati Uniti, la provincia di Lucca si colloca al vertice con una quota del 37%, equivalenti a 167 milioni di euro, seguita da Massa Carrara con il 36% e 2,1 milioni di euro. Siena si posiziona al terzo posto con un'incidenza del 34% e un valore complessivo di 282 milioni di euro. Prato, pur avendo un'economia agricola marginale sul piano internazionale, si distingue con una quota di esportazione del 30% e un valore di 10 milioni di euro. Firenze, nonostante registri il valore assoluto più alto tra le province toscane, pari a 285 milioni di euro, presenta un'incidenza del 27% che la colloca oltre la metà della classifica. Seguono, in ordine, Pisa con 32 milioni di euro e un’incidenza del 19%, Livorno con 40 milioni di euro pari al 15%, e Arezzo che, con 22 milioni di euro, raggiunge un’incidenza dell’8%. La classifica elaborata da Coldiretti si chiude con Pistoia, che registra un valore di 8,7 milioni di euro corrispondente all'1,5% delle esportazioni.
"L'impatto dei dazi avrà conseguenze per il nostro Made in Tuscany considerando che le esportazioni verso quel mercato valgono 1 miliardo di euro - afferma Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana -. Lasciamo lavorare la diplomazia: in questo momento abbiamo bisogno di un’Europa forte e coesa per scongiurare una guerra commerciale le cui conseguenze sono imprevedibili sia per noi che per loro”. Diplomazia che dovrà disinnescare l’ultima minaccia di applicare una super tassa del 200% sui vino europeo importato in Europa in risposta al dazio del 50% sul Whisky introdotta dall’Ue. Una prospettiva che mette in allerta i produttori insieme a 400 milioni di euro di esportazioni di etichette regionali.
“Le nostre DOC vinicole – aggiunge la dirigente - sono uniche e non sostituibili ma l’applicazione dei dazi potrebbe portare fuori prezzo anche le denominazioni di maggiore diffusione riducendone il quantitativo esportato. Per alcune tipologie, penso ai Super Tuscan, che hanno un target alto-altissimo potrebbe anche non essere un problema, diverso lo scenario per la stragrande maggioranza delle etichette toscane che ne risentirebbero certamente”.
Quale provincia toscana rischia di più con i dazi Usa? Classifica per dipendenza dall’export verso gli USA
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