SIENA
Settantanove colloqui effettuati, quarantuno consulenze realizzate, novantatré finanziamenti inoltrati alle banche, diciannove dei quali erogati, per un totale di quasi un milione e mezzo di euro.
Sono questi i numeri diffusi dalla Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura relativi al territorio senese nel 2024. Dati che confermano come il fenomeno del sovraindebitamento sia ancora tristemente di attualità anche nel territorio senese.
“I dati regionali sono abbastanza in linea con l’attività pregressa – afferma il presidente della Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura Francesco Pulitini - . C’è una lieve tendenza nella diminuzione del numero delle richieste, che non riguarda solo la Toscana ma tutta Italia. Però c’è un altro dato, apparentemente in contraddizione, è l’aumento dei finanziamenti erogati. Mettendo insieme questi due dati, viene l’esigenza di capire come sia possibile. Questo ci ha portato a far partire una ricerca volta a spiegare bene le caratteristiche qualitative e quantitative del fenomeno del sovraindebitamento. E’ all’origine delle richieste che ci vengono fatte e quindi della nostra attività”.
Nel 2024 la Fondazione ha rinnovato alcune importanti convenzioni con le banche, strumento essenziale per la sua azione, in particolare con Banca Mps e Intesa San Paolo.
“Hanno comportato qualche differenza sul modus operandi e nel nostro rapporto con le banche – spiega Pulitini -. Si è instaurato un nuovo rapporto con Mediolanum. Questa nuova convenzione ha caratteristiche diverse, si caratterizza più che altro per il diverso modo di operare, che viene incontro alle nostre esigenze, ovvero di procedure più veloci per la concessione dei prestiti. Ha una modalità diverse da quelle tradizionali. Rispetto a certe esigenze è una cosa molto importante”.
Nonostante l'efficacia dimostrata e l'impegno costante, emergono anche riflessioni sulla capacità di raggiungere un impatto ancora maggiore sul territorio.
“Si conferma anche un’estrema solidità della nostra attività e della nostra organizzazione – spiega Pulitini -, con una punta di rammarico, perché le nostre potenzialità sono superiori a quello che si realizza in concreto. Sarebbe da capire quali sono le motivazioni di ciò. E’ difficile trovare le modalità per risolvere il problema, non credo che ci sia meno bisogno della nostra Fondazione, però ci sono delle difficoltà strutturali che rendono l’intervento minore rispetto a quello che potrebbe essere”.
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