SIENA
L'immobile in via di Città
Partenariato pubblico-privato per rilanciare gli immobili pubblici del Demanio.
Lo Stato ha pubblicato una prima selezione, tramite apposito portale online, di circa quattrocento strutture in tutta Italia per operazioni di valorizzazione, riqualificazione e rifunzionalizzazione in collaborazione con gli investitori privati attraverso forme innovative di sinergia. Sono cinque i primi immobili presenti a Siena, facenti parte del “Piano Città di Siena”, l’accordo con l’Agenzia del Demanio per una nuova visione del patrimonio immobiliare pubblico, approvato dalla Giunta comunale lo scorso ottobre. Nello specifico i primi cinque immobili sono l’ex sede dell'Ute e della Direzione provinciale del Tesoro a Vico Alto, per cui si punta a una riconversione in alloggi per studenti universitari, l’ex rifugio antiaereo in Camollia, per farne spazi museali, culturali ed eventi.
Poi palazzo Marsili-Libelli, in via di Città, che potrebbe ospitare residenze per studenti, attrezzature collettive e servizi amministrativi, Palazzo Piccolomini, il quale già utilizzato per l’archivio di Stato e per il museo delle Biccherne, farebbe spazio anche a un polo archivi, polo servizi, limitatamente al piano terra, attività artigianali di servizio, esercizi di vicinato, bar e ristoranti.
Infine l’ex Monastero del Carmine in via della Diana, in questo caso la riconversione darebbe spazi all’Università, a servizi religiosi e culturali e per l'istruzione superiore.
Nell’elenco degli immobili del Piano Città di Siena compaiono anche il carcere in via dei Pispini, l’ex convento Santa Chiara, i terreni in Fontebranda in strada delle Grotte, il terreno in strada Grotte di Pescaia, le Mura di Siena, l’ex rifugio antiaereo di piazzetta Due Porte, gli ex rifugi antiaerei dell’Alberino, di Salicotto, di Sant’Agostino, di piazzetta della Selva, in Fortezza Medicea e in piazza Matteotti. Poi un magazzino in Salicotto, a San Miniato, il fabbricato ex Etruria, l’immobile denominato podere Palazzetto, un appartamento a Costalpino e un terreno a Ravacciano.
“Nella valorizzazione dell’immobile pubblico, anche attraverso gli investimenti privati, si potrà potenziare la risposta agli obiettivi di sviluppo e ai fabbisogni dei territori – sottolinea il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme - l'alleanza che stiamo stringendo con gli enti del territorio permetterà di dare maggiori certezze agli investimenti anche di lungo periodo”.
Dietro questa prospettiva c’è una strategia proprio dell’ente demaniale, come spiega ancora la dirigente: “La logica è di accompagnare investitore e territorio nelle opportunità e nell’esigenza di utilizzare gli immobili pubblici per eliminare qualsiasi forma di abbandono e degrado, per dargli nuove funzioni coerenti con il mutato contesto”.
Un’azione che coinvolge anche Palazzo Pubblico.
“Grazie al ‘Piano Città di Siena’, firmato da questa Amministrazione con il Demanio – conclude il vicesindaco di Siena Michele Capitani - diamo vita a progetti con i quali di fatto ‘restituiamo’ alla comunità un patrimonio immobiliare che al momento non era a disposizione. Mi preme sottolineare che sugli immobili e le strutture messe ‘in vetrina’ sono in corso valutazioni anche da parte del Comune, che è primo interessato affinché certi luoghi siano valorizzati con le peculiarità storico-culturali per soluzioni innovative e sostenibili ed in modo che abbiano una destinazione utile alla cittadinanza ricordo che il Comun è stato il primo in Toscana a sottoscrivere il patto con l’Agenzia del Demanio”.
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