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Siena

Futuro incerto per il Santa Maria della Scala? Leone in corsa per altri musei

Il presidente tra i finalisti per Pantheon e parchi di Capri. Piccini: “Fabio responsabile”

Caterina Iannaci

10 Gennaio 2026, 07:19

Leone, Santa Maria della Scala

Cristiano Leone, presidente della Fondazione Santa Maria della Scala

Cristiano Leone, presidente della Fondazione Santa Maria della Scala, è tra i dieci candidati ammessi ai colloqui finali per la direzione di due tra i più prestigiosi istituti culturali italiani: il complesso museale del Pantheon e Castel Sant’Angelo a Roma, e i Musei e parchi archeologici di Capri. La selezione, bandita dal Ministero della Cultura, si chiuderà il 28 gennaio nella sede romana del dicastero.

Il Ministero ha reso noto l’elenco ufficiale dei finalisti per la guida di 14 istituti statali di seconda fascia, in una delle procedure pubbliche più importanti per il settore museale nazionale. Gli incarichi avranno durata quadriennale, rinnovabile in base ai risultati. I colloqui scatteranno il 12 gennaio nella sala “Meteorologia” del Ministero e saranno condotti da una commissione presieduta da Luigi La Rocca, con Massimiliano Atelli, Simonetta Bartolini, Angelo Crespi e Daniela Porro.

Pantheon e Castel Sant’Angelo, a Roma, e i siti archeologici di Capri rappresentano vere eccellenze del patrimonio italiano. La candidatura di Leone non sorprende: negli ultimi anni, ha impresso una svolta innovativa al Santa Maria della Scala, elevando il complesso senese nel panorama nazionale con nuove iniziative e progettualità. “Il Santa Maria della Scala non aveva bisogno di una presidenza di passaggio. Aveva bisogno di risorse reali e di una visione dichiarata. Quando le risorse non arrivano e la visione si rivela a termine, resta un’istituzione più fragile, appesantita da studi senza seguito, allestimenti discussi, aspettative disattese”, ha evidenziato l’ex sindaco Pierluigi Piccini sulle pagine del suo blog, prendendo di mira non tanto il presidente della Fondazione, quanto il sindaco Nicoletta Fabio: “È lei che ha voluto quella nomina, che l’ha difesa, che l’ha caricata di aspettative”.

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