Siena
Massimo Vita
“La mappatura dei luoghi inaccessibili alla città era già stata fatta almeno per una buona parte dal vecchio osservatorio sulle barriere architettoniche sotto l'amministrazione del sindaco Bruno Valentini. In ogni caso non basta fare le mappature, bisogna trovare i soldi per abbattere le barriere architettoniche”. Massimo Vita, esperto di tutte le questioni che riguardano la disabilità, nonché ex presidente dell’Unione Italiana Ciechi, commenta così il nuovo progetto dell’amministrazione comunale, ritenuto a suo avviso insufficiente.
“Segnalo - prosegue Vita - il caso eclatante del Palazzo dei Mutilati e della relativa sala annessa, che si chiama Sala dei Mutilati, che sono completamente inaccessibili ai mutilati. Insomma, un Palazzo dei Mutilati dove i mutilati non possono entrare. È vero che la città è la città vecchia, ma i disabili non chiedono la luna nel pozzo. Ancora aspettiamo l'abbattimento delle barriere architettoniche della risalita della stazione. Non c'è nemmeno uno studio di fattibilità”.
L’app è ovviamente un segnale positivo nel complesso: “Però - prosegue Vita - la mappatura significa che devi trovare le risorse per cominciare a eliminare qualche barriera. Nell'ultimo comitato a cui ho partecipato ho chiesto più volte di sapere a quanto ammonta il capitolo di bilancio che deve essere destinato all'abbattimento delle barriere architettoniche e non l'hanno mai saputo dire. Persino in alcune chiese è impossibile entrare. Una ricercatrice dell'Università di Siena ha avuto problemi a entrare a San Domenico prima di Capodanno. È una cosa inaccettabile”.
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