Siena
Punto nascita a Nottola
C’è una realtà raccontata dai dati. Poi c’è quella più ragionata, che non va di pari passo agli allarmismi. Perciò, all’indomani della presa di posizione del governatore Eugenio Giani e dell’assessore Monia Monni sulla necessità di alzare le soglie di punti nascita, i chiarimenti di chi è coinvolto in prima persona arrivano puntuali. “Anche l’anno scorso i numeri erano al di sotto di quelli ritenuti necessari, però nessuno se ne era accorto”, spiega Flavio Civitelli, direttore del Dipartimento materno-infantile della Asl sud est. “In base all’accordo del 2010 è uno dei requisiti per l’esistenza di questi spazi - prosegue il dirigente -, anche se non è l’unico. Quando manca, è prevista la deroga, che viene formulata al ministero. In particolare al Percorso nascita nazionale”.
Un problema che accomuna Nottola, Campostaggia e l’ospedale Le Scotte, anche se in questo caso la soglia da raggiungere è di mille parti all’anno. “La questione riguarda tutta l’Italia - osserva Civitelli -. A Poggibonsi parliamo di poche unità, ma ora che si è insediato Gabriele Centini come nuovo direttore di Ginecologia e ostetricia sono convinto che le cose si sistemeranno presto”.
In ogni caso il medico preferisce stemperare i toni: “È totalmente fuori luogo parlare di chiusura. Abbiamo standard eccellenti e in più lavoriamo in rete con risultati importanti. Quindi, il servizio non può essere messo in dubbio e su questgo siamo d’accordo sia con Giani che con l’assessore”.
Sull’argomento è intervenuta anche la sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni: “La profonda crisi demografica che ormai da anni attanaglia il Paese rende indispensabile una rivalutazione dei criteri ministeriali e un approccio diverso, non meramente numerico”. Presa di posizione che rappresenta un allineamento al pensiero della Regione.
“Anche perchè al calo delle nascite, che non risparmia nessun territorio, si accompagnano altre modifiche intervenute nel tempo, legate ad esempio all’età delle neomamme. Un quadro profondamente mutato, di cui siamo consapevoli e a fronte del quale l’ipotesi della chiusura del reparto sarebbe semplicemente inaccettabile per il territorio. Un messaggio sbagliato prima di tutto verso le donne e le famiglie - ha aggiunto Cenni -. L’appello lanciato dalla Regione è anche il nostro affinchè vengano rivisti i parametri che mettono a rischio i punti nascita e si avvii un confronto serio e responsabile che tenga conto delle specificità territoriali”.
L’occasione per ribadire la strenua difesa di Campostaggia: “La sua tutela è una responsabilità che ci coinvolge tutti e tutte e che guarda prima di tutto alla difesa della comunità da un danno grave motivato da criteri non più attuali”.
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