Siena
Addio a Valentino, l'imperatore del rosso
Il mondo della moda piange Valentino Clemente Ludovico Garavani, scomparso all'età di 93 anni. L'annuncio è arrivato oggi, lasciando un vuoto incolmabile: la camera ardente si terrà il 21 e 22 gennaio presso PM23 a Roma, i funerali il 23 alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Nato l'11 maggio 1932 a Voghera, in una famiglia modesta, Valentino scoprì la passione per la moda da ragazzo. Dopo gli studi al liceo artistico di Milano e un apprendistato da Jean Desses e Guy Laroche a Parigi, tornò in Italia nel 1959 aprendo l'atelier in via Condotti a Roma con l'amico Giancarlo Giammetti, suo socio e confidente per oltre 50 anni.

Addio a Valentino Garavani
L'ascesa di un'icona globale
La svolta arrivò nel 1962 con la prima collezione a Pitti Moda Firenze: due pagine su Vogue francese lo consacrarono tra i grandi. Nel 1967 vinse il Neiman Marcus Award, l'Oscar della moda, e lanciò la linea uomo. Disegnò divise per TWA e l'abito da sposa per Jacqueline Kennedy-Onassis nel 1968, sigillo della sua amicizia con la First Lady. Il marchio esplose negli anni '70-'80: nel 1968 nacque il "V" logo e il leggendario "Rosso Valentino", un colore brevettato (Pantone 18-1663 TPX) che divenne sinonimo di passione e lusso. Vestì dive come Elizabeth Taylor, Sophia Loren e Julia Roberts, e teste coronate. Nel 1984 ricevette la Legione d'Onore da Mitterrand. Nel 2007, dopo 45 anni, salutò le passerelle con un addio epico all'Ara Pacis, tra lacrime e standing ovation. Vendette la maison (oggi Valentino S.p.A.), ma il suo stile influenzerà Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli.

Valentino nella sua casa sull'Appia Antica a Roma, 1977
Gli abiti più famosi di Valentino: sogni rossi che hanno fatto la storia
Valentino Garavani ha rivoluzionato l'alta moda con creazioni che trascendono il tessuto, diventando simboli di eleganza eterna. Dal suo "Rosso Valentino" brevettato ai capolavori su misura per dive e regine, ecco i vestiti più celebri che hanno illuminato red carpet e cerimonie reali. L'abito da sposa per il secondo matrimonio di Jacqueline Kennedy con Aristotele Onassis rimane leggendario: seta avorio con mantella a cascata, lungo 4 metri. Simbolo di un'amicizia esclusiva, consacrò Valentino come sarto delle First Lady. Eccezione al suo dogma "mai nero": 60 abiti in bianco, avorio e beige che vinsero il Neiman Marcus Award, puro minimalismo chic, indossato da star come Audrey Hepburn. Il nero vaporoso con piume e strascico per gli Academy Awards: Julia Roberts vinse l'Oscar per Erin Brockovich e Valentino ottenne il titolo di re del red carpet. Anni '70: abiti da sera rossi fiammeggianti per Taylor (Cleopatra) e Loren, con tagli scollati e tessuti lussuosi. Abito "Pace" Guerra del Golfo (1991): lungo bianco con "Peace" ricamata in 14 lingue, gesto politico presentato al Met di New York. Dimostrò che la moda poteva essere attivismo. Infine le linee moderne: Rockstud e PP Pink — borse e décolleté chiodati Rockstud, felpe e cappotti PP Pink — linee prêt-à-porter che resero Valentino accessibile, mantenendo l'eredità couture.

Una collezione di Valentino fotografata tra il 1998 e il 1999
Valentino Garavani: l'uomo dietro il mito, tra amori discreti e passioni private
Valentino Clemente Ludovico Garavani ha sempre protetto la sua sfera privata come un atelier segreto, rivelando solo frammenti di una vita lussuosa e intensa. Dichiaratamente omosessuale, lo stilista ha vissuto amori profondi e amicizie eterne, lontani dai riflettori della moda. Per 12 anni, Valentino condivise vita e successi con Giancarlo Giammetti, architetto romano incontrato nel 1960. Insieme fondarono l'impero in via Condotti a Roma, vivendo con le rispettive madri fino alla loro scomparsa (Teresa Garavani nel 1977, Lina Giammetti nel 1996). Dopo la fine della relazione romantica, rimasero inseparabili: Giammetti gestiva gli affari, Valentino creava. "Questa famiglia è rimasta insieme grazie a me", confidò Giammetti a Vanity Fair, raccontando come mediava i litigi esplosivi dello stilista.

Valentino insieme a Giorgio Armani, anche lui scomparso recentemente
Negli anni recenti, Valentino si legò a Bruce Hoeksema (vero nome Vernon Bruce Hoeksema), ex modello americano e fondatore del marchio VBH. Discreto e fedele, Bruce condivise con lui viaggi e dimore da sogno: dall'attico romano con vista Colosseo alla villa svizzera, yacht e jet privato inclusi. Senza eredi biologici, Valentino e Giammetti sono padrini di Sean e Anthony, figli del PR storico Carlos de Souza e della moglie Charlene. Un episodio toccante: quando nacque Sean, Valentino pianse al telefono, nonostante un litigio con Carlos. Il loro amore per i bambini si rifletteva anche nei party per i 18 anni dei ragazzi.

Lo stilista era appassionato dei chihuahua
Le curiosità
Fu grande amante dei cani: visse con 80 chihuahua, eredi dei suoi primi amori a quattro zampe; la fondazione no-kill porta il suo nome. Valentino dedicò una linea di abbigliamento al suo carlino preferito. Viaggiavano in auto dedicata, seconda solo a quella con i bagagli. Cattolico fervente, pregava quotidianamente e frequentava la chiesa. "Mai nero": bandì il nero dalle sue sfilate per 50 anni, optando per colori vividi: "La moda deve dare gioia!". Aveva una villa romana da sogno, il Giano della Colonna Traiana, che nasconde giardini e statue antiche, set di party stellari. Era un paparazzo mancato: da giovane scattò foto rubate alle star, passione che sfociò nel suo primo atelier. Il suo patrimonio? Stimato in oltre 1,6 miliardi di dollari.
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