siena
In primo piano Daniela Miniero della Fiom Cgil
A quasi due mesi dalla chiusura dello stabilimento di Beko a Siena, l’iter che riguarda la reindustrializzazione del sito di viale Toselli sta attraversando una fase di stallo.
“Stiamo aspettando la data per l'incontro al Ministero - afferma Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil di Siena -, serve per il monitoraggio dello stato di attuazione del piano d'investimento della Beko, sia per gli altri siti, ma anche per quello di Siena per la reindustrializzazione. Fa parte dell'accordo quadro, perché noi abbiamo messo nero su bianco che anche il passaggio più importante sarebbe stato discusso al Ministero del Made in Italy. Il problema è che questo incontro doveva arrivare entro gennaio e ancora non è stato comunicato. Sul territorio, l'unico passo avanti che è stato fatto rispetto alla società neocostituita è stato nominato l'amministratore delegato Gabriele Corradi, al quale abbiamo già rivolto l'invito per poterci interfacciare con lui e capire anche quali sono le linee guida rispetto al rilancio dell’eventuale polo industriale di Siena”.
Nel frattempo i lavoratori saranno impegnati nel primo pacchetto di formazione. “È una formazione generica - spiega Miniero -. Gli altri due pacchetti saranno poi utilizzati nel momento in cui si verrà a conoscenza della natura dell'attività industriale che verrà fatta a viale Toselli perché sono legati alla reindustrializzazione. Quindi per il momento noi monitoriamo, ma non abbiamo avuto feedback per l'interessamento dei tre soggetti di cui aveva parlato l'azienda. Dalla Beko sono andate via 144 persone, è vero che hanno preso un incentivo sostanzioso, ma di fatto sono senza lavoro, quindi c'è urgenza nel velocizzare la reindustrializzazione, ma c'è anche una responsabilità di dover dare una risposta occupazionale a livello territoriale, ed è per questo che abbiamo chiamato in causa le istituzioni e la politica”.
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