L'iniziativa
Alla Saffi la cerimonia in occasione della giornata della memoria
Non c'è l'eco degli 80 anni dalla liberazione. Poco importa, perché il valore del Giorno della Memoria va al di là degli anniversari da celebrare. Siena ha scelto di concentrarsi quest'anno sulla scuola Saffi, dove è stata deposta una corona d'alloro. Un luogo non casuale per raccontare lo sterminio sistematico di ebrei e di tutti gli oppositori all'ideologia nazionalsocialista, in quanto è presente una targa in memoria di Graziella e Marcella Nissim. Le due sorelle di 14 e 20 anni che il 6 novembre 1943 furono deportate insieme alla madre Gina Sadun ad Auschwitz. Un viaggio di sola andata.

Tutte le massime autorità cittadine erano presenti, ma soprattutto la cerimonia ha visto la partecipazione degli studenti. A loro si è rivolto il prefetto Valerio Massimo Romeo: “Il miglior modo per vivere nella nostra società è in uno Stato democratico e libero. I principi fondamentali sono libertà, democrazia ed eguaglianza. Tutti siamo uguali, indipendentemente dall'origine, dalla religione o dal colore della pelle”.
Poi, concentrandosi sul significato di questa data, che commemora la liberazione da parte dell'armata sovietica del campo di sterminio di Auschwitz nel 1945, ha aggiunto: “Ricordiamo uno degli eventi più tristi e più drammatici della storia dell'umanità”. Al suo fianco era presente la presidente provinciale Agnese Carletti: “Credo che questa giornata assuma un'importanza ancora più forte perché ci richiede veramente di non essere indifferenti rispetto a tutto quello che oggi succede anche molto vicino a noi”.

Per chiudere il cerchio è intervenuta Silvia Folchi, presidente dell'Anpi provinciale, che passando in rassegna il concetto di memoria, non ha risparmiato un monito valido per oggi così come per domani. “È evidente che non ci si può esimere da fare un confronto - ha sottolineato la rappresentante dell'associazione dei partigiani -, soprattutto con quel 'mai più', con quell'esclamativo importante che ci impone di capire che non dobbiamo stare dalla parte degli oppressori, ma dalla parte degli oppressi”. A corollario delle celebrazioni ufficiali, le scuole senesi hanno scelto di dare risonanza alla giornata leggendo alcuni brani di Se questo è un uomo di Primo Levi.
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