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Siena

Separazione carriere, il fronte del No è unito: “A rischio autonomia della magistratura”

All’Unistrasi si dibatte sul referendum. Montanari: “Disegno pericoloso”

Vincenzo Battaglia

28 Gennaio 2026, 17:17

Fronte No Unistrasi

Fronte del no unito, l'appuntamento ad Unistrasi

“Questa riforma colpisce il cuore della nostra democrazia”: a dirlo è Rosi Bindi, promotrice del Comitato per il No, intervenuta al convegno organizzato oggi dalla Cgil all’Università per Stranieri. Insieme a lei anche il rettore Tomaso Montanari, la presidente della provincia di Siena Agnese Carletti, il referente del Comitato avvocati per il No Pietro Dinoi, la consigliera della Corte d’Appello di Firenze Roberta Santoni Rugiu, la rappresentante della Cgil nazionale Serena Sorrentino e la segretaria senese Alice D’Ercole.

“Con questa riforma - afferma Bindi - viene meno la separazione dei poteri. Tutte le democrazie nelle quali la magistratura non è autonoma dagli altri poteri sono menomate. I nostri costituenti avevano molto chiaro il fatto che l'indipendenza della magistratura si assicura attraverso l'autogoverno. E questa riforma colpisce proprio questa caratteristica, che è una finezza, in fondo, della nostra Costituzione.”

A farle eco con una provocazione il rettore Montanari: “Se chiedessimo alla maggioranza dei miei colleghi se, come padri e madri costituenti, preferiscono Carlo Nordio e Giorgia Meloni o Piero Calamandrei e Teresa Mattei, immagino la risposta. È evidente che questa riforma in realtà è un piccolo tassello di un mosaico molto più generale che riguarda ciò che Gustavo Zagrebelsky ha chiamato ‘un cambio di regime’ in Italia”. I promotori del no sostengono che la riforma minaccia l’autonomia della magistratura, non risolve i problemi della giustizia ma aumenta i costi, snatura la pubblica accusa con la separazione delle carriere, è stata approvata senza ampio consenso ed è stata proposta da un governo che non perde occasione di attaccare la magistratura.

“La separazione delle carriere - afferma Santoni Rugiu - esiste già e, per approfondirla, bastava una norma ordinaria. La riforma costituzionale, in realtà, mira a sdoppiare il Csm e indebolirlo, privandolo del potere disciplinare attribuito ad un altro organo”. Non mancano le critiche al ministro Carlo Nordio, portate da Sorrentino: “Ha sprecato una legislatura per attaccare il principio della separazione dei poteri contenuto nella nostra Costituzione e la libertà dell’azione dei magistrati. È un referendum basato su un attacco alla giustizia”.

Anche il mondo degli avvocati non ha una voce univoca: “Qualcuno crede che gli avvocati siano tutti schierati per questa riforma ma non è vero. Questa è una riforma che va contro il cittadino. I tempi della giustizia non diminuiranno nemmeno di un giorno e lo dicono gli stessi promotori”.

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