Il caso
Il procuratore di Siena, Andrea Boni
Un omicidio “ampiamente premeditato”, messo in atto per motivi economici. Prima una ingente dose di tranquillanti, poi l’uccisione tramite soffocamento. La Procura di Siena ricostruisce così la tragica morte della signora Franca Genovini, l’85enne di Castellina in Chianti trovata senza vita nella sua casa in località Malafrasca, il 7 agosto 2024.
L’accelerazione all’inchiesta, che vede indagate due donne - Denise Duranti, 37enne moglie del nipote della vittima, e la presunta complice, Erica Cuscela di 25 anni, residente in Veneto - è giunta ieri l’altro con gli arresti e la custodia in carcere di entrambe le indagate, per le quali si ipotizza l’omicidio aggravato da premeditazione, nesso teleologico, rapina, autoriciclaggio, uso indebito di carta e per la 37enne anche calunnia e simulazione di reato. Provvedimento nato per il rischio di reiterazione del reato e per il pericolo di inquinamento probatorio.
“Un caso molto complesso” – ha premesso il Procuratore Andrea Boni – con fatti di assoluta gravità, basti pensare che l’ordinanza di custodia cautelare consta di 331 pagine". La Procura – titolare del fascicolo il pm Niccolò Ludovici – ritiene infatti che le due indagate avrebbero ucciso l’anziana con fini predatori, mosse da problematiche di natura economica, dopo essersi conosciute tre mesi prima del delitto online.
Sottraendo alla vittima nel complesso 9 mila euro tra contanti e gioielli, ma saranno le indagini a chiarire se l’obiettivo era soltanto trafugare una porzione di soldi e monili (poi rivenduti a un compro oro) o dietro l’omicidio ci sono altre dinamiche anche di tipo familiare.
“Quando è stato scoperto il cadavere, su segnalazione di un conoscente che non aveva più notizie” – ha spiegato Boni – da subito i carabinieri di Castellina hanno capito che qualcosa non quadrava e questo ha permesso di espletare numerosi e approfonditi accertamenti tecnici e sequestri". Il corpo della Genovini – che godeva di buona salute e ancora lavorava – venne rinvenuto su una sedia, e presentava un foro di agopuntura sulle braccia e altri segni su lingua, naso e fronte, oltre che sulla mano. Una morte, avvenuta probabilmente durante la mattina, che non appariva naturale, al centro adesso di un incidente probatorio, che prosegue. I cui esiti al momento hanno portato i consulenti del gip a confermare la tesi omicidiaria della Procura la quale ha proceduto col chiedere le misure cautelari. Secondo la ricostruzione investigativa, l’anziana avrebbe ingerito per bocca delle benzodiazepine, Lorazepam per la precisione (trovato in grandi quantità a livello gastrico durante l’autopsia) e assunto altre sostanze tramite iniezione di siringa, di cui è stato rinvenuto il cappuccio. Poi sarebbe stata soffocata. “Pur muovendosi in un contesto diagnostico di sicura complessità, è lecito ipotizzare che la donna sia stata soffocata” conferma la perizia dei consulenti del gip.
Secondo la Procura le due donne, definite come “scaltre” – la complice sarebbe arrivata nel Chianti da Vicenza la mattina stessa del delitto, dopo aver ricevuto 200 euro dalla nipote - avevano progettato il delitto, a provare ciò sarebbero numerose ricerche sul web sulle modalità con cui uccidere la 85enne. “Quante iniezioni di veleno per topi servono per uccidere?” “La candeggina nel sangue si vede dall'autopsia?” “Se una persona è soffocata con il cuscino si vede?” sono alcune delle frasi recuperate dalla cronologia. Scoperte nonostante uno dei telefoni fosse stato “spianato” da un informatico per cancellare le prove. “E dalle intercettazioni – ha aggiunto Boni – è emerso il timore delle indagate dopo aver appreso la notizia dell’autopsia”.
Altri importanti elementi li hanno forniti le telecamere, che avrebbero collocato le due donne sulla scena del crimine, seppur a orari diversi, filmando anche lo spostamento dell’auto dell’anziana da fuori la casa a dentro il garage.
La nipote infine avrebbe anche addebitato la morte della Genovini a due cittadini macedoni, suoi ex inquilini, facendo spuntare una finta lettera di minacce. Le due adesso dovranno sostenere i rituali interrogatori di garanzia, all’inizio della prossima settimana. A difenderle gli avvocati Fabio Pisillo e Fausto Rugini.
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