Siena
Il tribunale di Siena
Da finanziamenti pubblici "sicuri" a lussuose auto come una Maserati e una Bentley acquisita in cambio: primo snodo processuale per il caso sulla presunta malversazione di fondi anti-Covid ieri al Tribunale di Siena. Ieri al termine dell’udienza preliminare due degli accusati hanno chiuso con dei patteggiamenti (uno a 1 anno 5 mesi e 1200 euro di multa, un altro a sei mesi), oltre a confische di beni da quasi 300mila euro, mentre per altre due posizioni è stato disposto il rinvio a giudizio. Il processo partirà il 25 marzo davanti al collegio Frangini. Uno degli imputati è difeso dall’avvocato Michele Bellandi, un’altra posizione era seguita dal collega Marco Caroppo.
La vicenda riguarda presunte anomalie nella concessione di prestiti statali durante la pandemia, ed erano sei le accuse prospettate, tra cui indebito incasso di aiuti pubblici, distrazione di fondi e, in un caso, l'autoriciclaggio, accusa particolarmente contestata dalla posizione difesa dall’avvocato Bellandi e che sarà analizzata durante l’istruttoria dibattimentale. All’inizio erano cinque gli indagati, ma uno di questi è deceduto e quindi c’è stata l’estinzione della pena.
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