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Siena

La storia della professoressa Monica Bocchia: “Ematologa grazie alla malattia di mia madre"

Scienziate di successo, le storie degli esordi. Bracci decisa fin da subito a diventare biochimica, Santucci sognava di essere un ingegnere civile: "Mi fu detto che non era il caso"

Claudio Coli

12 Febbraio 2026, 06:05

Monica Bocchia

L'ematologa delle Scotte Monica Bocchia

Strade cambiate forzatamente, sliding doors, colpi di fulmini. Gli inizi di un percorso di successo e di avvicinamento e alla passione di una vita non sono per tutti uguale e regalano anche inediti racconti, come quelli portati in dote dalle otto scienziate del territorio protagoniste al Santa Chiara Lab in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. C'è chi ha avuto le idee chiare fin da subito, come la prof.ssa Luisa Bracci, "cosa volevo fare lo avevo abbastanza chiaro in testa" ha spiegato, raccontando poi dell'eccellenza dell'ecosistema scientifico senese ai tempi dello Sclavo. "La storia di Siena è mescolata con la scienza, quando da grande sono andata all'estero, entrando in laboratorio a San Diego ero assolutamente a mio agio, la formazione avuta a Siena altrove non l'avrei ricevuta". La professoressa Santucci invece ambiva a una diversa professione, ma il destino per lei ha voluto altro: "Il sogno era diventare un ingegnere civile" ha rivelato "ma mi dissero che non era il caso".

- Aveva vent'anni, cosa successe?

Studiavo a Parma oncologia quando improvvisamente, dal medico curante di mia madre, venni a sapere che mamma poteva avere una leucemia acuta. Rimasi sconvolta, la mia famiglia era disperata, e chiesi di poter analizzare gli esami.

-Cosa sospettava?

Notai la presenza di globuli rossi grandi, caratteristici di una carenza vitamina B12. Lo feci presente ma mi fu detto che era una cosa rara e invece, dopo un esame, il puntato sternale, l'intuizione risultò giusta e la diagnosi non era quella della leucemia.

- Fu la svolta per lei?

Sì, a quel punto mi sono detta, mi 'piace questo settore, ho delle capacità, basta con l'oncologia'.

- Cosa le disse poi quel medico?

"Monica, credo che tu debba fare l'ematologa. Tra l'altro mi ha seguito nel mio percorso di studi e quando sono diventata specialista, mi chiamava per avere dei consigli."

-Le è ricapitato altre volte questo scambio diagnostico?

Sì, ho rivissuto questo caso di specie alcune volte al pronto soccorso, facendo le consulenze

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