Il caso
La Toscana ha accolto quattro piccoli palestinesi
Permane il massimo riserbo sul bambino proveniente dalla Palestina e ricoverato al policlinico Le Scotte. L’ospedale, interrogato sulle sue condizioni, ha fatto sapere di non potere dare informazioni in merito. Fa parte del gruppo di quattro piccoli, due neonati e due con un’età inferiore ai due anni, arrivati lunedì notte all’aeroporto di Pisa. Gli altri sono stati dirottati all’ospedale Meyer di Firenze e all’Ospedale del Cuore di Massa. La comitiva comprendeva ventisei pazienti (poi dislocati in vari presidi italiani), accompagnati novantuno familiari - genitori, fratelli e sorelle - e anche una sacca di peluches donati da un’associazione per rendere questo viaggio.
“È un viaggio difficile ma anche un viaggio bellissimo per la speranza che porta” - aveva affermato l’assessore regionale alla Sanità Monia Monni -. “È stato reso possibile grazie ad una grande collaborazione nazionale e internazionale ma anche perché su quel volo ci sono le nostre sanitarie e sanitari e i nostri volontari toscani”. Opportunità enfatizzata anche dal presidente regionale Eugenio Giani: “La Toscana si conferma pronta ad allargare le proprie braccia”.
L'operazione che ha portato complessivamente 117 palestinesi in Italia (tra cui ventisei pazienti) è stata resa possibile grazie al coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri e alla sinergia tra il Ministero della difesa, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministero dell’interno, il Ministero della salute e il Dipartimento della Protezione civile, con il contributo della Croce rossa Italiana e delle strutture sanitarie coinvolte.
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