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La vertenza

Martini (Uil): “Siena non può vivere di solo turismo. L'industria serve: spenta una luce, ne va accesa un’altra”

Il sindacalista rilancia l’impegno per dare un futuro alla fabbrica: "Siena era spacciata, messa in atto azione forte"

Claudio Coli

18 Febbraio 2026, 05:43

Massimo Martini, Uil Uil

Massimo Martini, Uil Uil

Massimo Martini, segretario Uilm Uil Siena, è uno dei grandi protagonisti, insieme ai colleghi di Cgil e Cisl, della vertenza per la salvaguardia degli ex colleghi e lavoratori ormai ex Beko. Tutti suoi “fratelli e sorelle”, come tiene a specificare, che hanno visto terminare dopo sessant’anni la storia industriale del sito di viale Toselli e non vogliono mollare un centimetro. Cullando il sogno di poter tornare a strisciare il badge in una nuova realtà lavorativa. Tanto è stato fatto, partendo da una situazione disperata, tanto ancora c’è da fare e le difficoltà certo non mancheranno. Inizia probabilmente la fase più delicata ed incerta, con delle certezze però, che prima non c’erano: l’unione fa la forza decisiva per raggiungere i traguardi.

Quanto è stata importante la presenza a Siena del segretario generale?

"Bombardieri ha fatto un grande intervento, credo in quello che ha detto e sono certo che gli impegni presi li porterà avanti, anche a lui è entrata nel cuore la vertenza Beko. Sarà un punto di riferimento importante nel processo di reindustrializzazione che deve essere serio e coerente. Si muoverà per fare sì che la vertenza venga sostenuta".

Che bilancio fa della battaglia finora condotta?

"Siena era spacciata all’inizio ma abbiamo messo in atto un’azione forte, chiedendo una soluzione e lottando affinché il Governo si impegnasse a prendersi carico della fabbrica, garantendo i lavoratori. Senza dimenticare il decreto per Siena, relativo alla cassa integrazione. Non abbiamo guardato a nessun colore politico, coinvolgendo tutti".

Quanto è importante salvare l’industria per la città?

"Siena ha bisogno di lavoro, non può vivere di solo turismo, ha una storia manifatturiera lunga 60 anni. Lo abbiamo più volte fatto presente alle istituzioni, sottolineando che senza opportunità la città muore. Spenta una luce ne va accesa un'altra. Lavoriamo tutti insieme per creare nuovi posti di lavoro".

Avete incontrato Gabriele Corradi, il consigliere in quota Comune in Sviluppo Industriale Siena, che idea vi siete fatti?

"In quell’occasione il sindaco ha detto una cosa molto importante e che attendevano: a Siena serve un solo reindustrializzatore, non uno spezzatino".

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