Siena
Arriva dal web l'ennesima storia che dimostra quanto i social network possano incidere sul corso delle vite. A raccontarla è Leggo: protagonista è Lola, giovane originaria del Tagikistan e oggi studentessa all’Università di Siena. Da tempo cercava la zia Irina, partita per Roma negli anni Novanta, subito dopo il crollo dell’Unione Sovietica, e poi scomparsa dai radar familiari. L’unica traccia rimasta era una vecchia lettera, ormai ingiallita, con un indirizzo nel quartiere di Torpignattara. Non avendo altri riferimenti, la ragazza ha deciso di tentare la strada dei social. A gennaio ha pubblicato su Facebook un appello pubblico: cercava Irina Kasymova, spiegando che la famiglia non aveva più sue notizie da circa vent’anni. Per diverse settimane, però, tutto è rimasto fermo, senza riscontri.
La svolta è arrivata quando la ragazza ha condiviso di nuovo il messaggio, questa volta nel gruppo Facebook del quartiere romano. Da lì è partito un rapido passaparola digitale: il post ha iniziato a circolare di telefono in telefono fino a raggiungere proprio la persona interessata. Erano le 10.26 del 13 febbraio quando l’annuncio è stato condiviso; appena otto ore più tardi è arrivata la risposta. Irina, sorpresa ed emozionata, ha commentato pubblicamente: «Lola, non posso crederci! Mi hanno detto che qualcuno mi stava cercando. Sono io, tua zia. Mi sento svenire, chiamami».
Un ricongiungimento inatteso, nato da un appello lanciato online e reso possibile dalla forza, spesso invisibile ma concreta, delle reti sociali.
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