SIENA
Presidente della Fondazione Santa Maria della Scala
La coda è piccante. Quasi polemica, perché quando Cristiano Leone lascia un attimo da parte il suo tradizione aplomb, all’insegna di quella cultura della gentilezza evocata nel corso della conferenza, non fa prigionieri. Nel mirino del presidente della Fondazione Santa Maria della Scala finisce così il giornalismo, “quello che studia, che interroga, che ci mette in discussione, ma con verità”, e soprattutto “chi si pone come difensore di questo luogo, attaccando e diffondendo delle fake news non fa il bene di questo luogo”. E ancora: “Mi meraviglio di vedere che tante critiche vengono da persone che non vengono qui, non ci sono, allora venite a vedere”.
Una difesa arrivata quasi sul gong, dopo aver per altro magnificato i numeri messi insieme nell’ultimo biennio. Da quando il filologo ha preso le redini del complesso museale, nel gennaio 2024.
Forse Leone questa giornata se la era immaginata un po’ differente. Fatta di numeri, comunque positivi, guardando alla situazione di partenza, e saluti, nell’auspicio di aver vinto una delle due selezioni che lo vedevano come finalista. Invece è andata in scena solo la prima e la passerella finale è stata sostituita da un lancio quasi inaspettato di sassolini tirati fuori dalle scarpe. Qualche detrattore (vedi l’ex sindaco Pierluigi Piccini) ha già risposto. Altri magari lo faranno.
Quello che però più importa, per la cittadinanza senese e anche per lo stesso Leone, sono i dati. Soprattutto quello attinente alle risorse recuperate che vanno a sommarsi a quelle messe a disposizione dell’amministrazione comunale. In pratica circa due milioni ottenuti nell’ultimo biennio. Più della metà provenienti dal Ministero della Cultura, che resta il grande oggetto del desiderio della Fondazione. Oltre a presentare lo stato dell’arte sui progetti, come la mostra su Santa Caterina, l’incontro era incentrato sulle novità in meritò alla governance. Di concreto dai vertici del Santa Maria per il momento è arrivato poco, perché il nuovo statuto è stato solo tratteggiato. L’aspetto più interessante riguarda la revisione che permetterà ai privati di entrare nella compagine societaria, affiancandosi al Comune.
Quando al dicastero guidato dal Alessandro Giuli non è chiaro se questo percorso giungerà al traguardo. Come ha spiegato il sindaco Nicoletta Fabio, in Italia non esiste fondazione culturale dove il ministero non compaia tra i soci fondatori. “Difficoltà che però stiamo cercando di risolvere. Tuttavia, come al solito, tra l'annuncio, l'auspicio e poi anche proprio giuridicamente la realizzazione ci vuole del tempo”, ha aggiunto il primo cittadino, che si è augurato anche di vedere da amministrazione in carica almeno l’inizio della posa a terra del masterplan. L’altra novità di giornata, perché a maggio saranno presentate le tre proposte di altrettanti studi di architettura che si insistono su settori specifici. “Di fatto è un non concorso”, ha chiarito Leone. Ieri di nome e di fatto.
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