Il caso
Il pm Ludovici, titolare dell'inchiesta
Si è svolto ieri mattina al tribunale delle libertà di Firenze la discussione sul riesame delle misure cautelari applicate sulle due donne – Denise Duranti ed Erica Cuscela - accusate dell’omicidio dell’85nne Franca Genovini, l’anziana di Castellina in Chianti trovata senza vita nella sua casa a Malafrasca, il 7 agosto 2024. Le difese delle due, gli avvocati Fabio e Giulio Pisillo per la posizione di Duranti (la 37enne nipote acquisita dell’anziana) e il collega Fausto Rugini, per Cuscela (la 25enne presunta complice giunta dal Veneto), hanno chiesto di rivedere le misure cautelari poste in essere nelle scorse settimane, ovvero la custodia in carcere (sono entrambe associate alla sezione femminile di Sollicciano, a Firenze).
Una discussione lunga e articolata quella andata in scena, col tribunale del riesame che ha riunito entrambe le posizioni. I legali hanno chiesto la scarcerazione e in subordine l’applicazione di misure più tenui, i domiciliari o il braccialetto elettronico, contestando la consistenza dei requisiti che hanno fatto scattare le manette, ovvero il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio, quest’ultimo ravvisato in autonomia dal gip di Siena Andrea Grandinetti. Secondo le tesi difensive infatti non ci sarebbe più attualità e concretezza visto il tempo passato dai fatti (1 anno e 5 mesi). Alle due indagate si contesta al momento l’omicidio aggravato dalla premeditazione e dal nesso teleologico rapina, uso abusivo di carta di credito, autoriciclaggio e per una anche calunnia e simulazione di reato. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, l’anziana sarebbe stata presa di mira dalle due con fini predatori, avendo entrambe problematiche di natura economica. Un presunto delitto maturato dopo essersi conosciute tre mesi prima sul web.
Il collegio dovrà quindi decidere ora se confermare le misure applicate o modificarle, non ci sono tempistiche perentorie ma la decisione è attesa entro massimo dieci giorni. Nel frattempo l’inchiesta prosegue e a fine maggio si torna in aula per un nuovo appuntamento dell’incidente probatorio, dove si continuerà ad approfondire la questione con i vari consulenti, alla ricerca delle cause della morte: le difese delle accusate sostengono sia stata naturale e negano l’ipotesi investigativa dell’omicidio per soffocamento preceduto dallo stordimento con sonniferi. Corroborata finora anche dai consulenti del giudice, ma la battaglia medico legale si appresta a proseguire.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy