Siena
Sara Pellegrini
Un’esperienza che nessuno vorrebbe mai vivere. Trovarsi nel bel mezzo di una guerra, senza sapere quando sarà possibile venire da tale inferno. Soprattutto se l’incubo è dovuto quasi al caso: una breve sosta prima di ripartire verso l’Italia. Ne sa qualcosa Sara Pellegrini, architetto senese, che da più di un giorno è ferma ad Abu Dhabi, dove avrebbe dovuto restare soltanto qualche ora. “Abbiamo sentito diverse esplosioni, tremava tutto. Con i bimbi è stato difficile restare lucidi”, ha raccontato a Siena News. D’altronde la reazione dell’Iran, prima e dopo la morte della guida suprema Ali Khamenei è stata scomposta, muovendosi a 360° su tutta l’area del Golfo e provando a far pagare a caro prezzo “l’affronto” di Israele e Stati Uniti. La pioggia di missili ha paralizzato il traffico aereo, bloccando di conseguenza anche si trovava a centinaia di chilometri di distanza. Come Sara e i suoi famigliari (tra cui un bambino di dieci mesi e una bambina di quasi 5 anni), che sarebbero dovuti ripartire dallo scalo degli Emirati Arabi al ritorno dall’Australia.
“Sembrava tutto tranquillo. Poi abbiamo visto gli altri turisti allarmarsi guardando i telefoni. Ci siamo collegati al Wi-Fi e abbiamo capito cosa stava succedendo”, è proseguito il racconto della giovane, che ha descritto passo dopo passo cosa è accaduto: “Abbiamo sentito i boati e visto anche il fumo. Stanotte sono arrivati alert a volume altissimo: dovevamo stare lontani da porte e finestre. Ho preparato una borsa con i passaporti nel caso ci avessero evacuato”.
La spirale di terrore, dove gli scenari cambiano da un momento all’altro, ha solo una certezza: di ripartire al momento non se ne parla: “Sul sito risultava chiuso l’aeroporto. Le linee dell’ambasciata sono intasate. Ci dicono di aspettare comunicazioni ufficiali”. Più facile a dirsi che a farsi, perché finché non ci sarà un minimo di stabilità, con lo scontro a fuoco che prosegue, è difficile che anche dalla Farnesina possano imbastire operazioni di rientro.
“È una situazione surreale, sembra una battaglia navale. Noi siamo finiti nel mezzo. Cerchiamo di restare calmi per i nostro bambini. Speriamo solo di poter tornare presto a casa”, ha chiarito l’architetto. Intanto prova a tenersi aggiornata sull’evolversi della situazione: “Sto seguendo i social dell’ambasciata italiana ad Abu Dhabi, che aggiornano via via. Le linee telefoniche sono intasate. Non sappiamo quando riaprirà l’aeroporto. Il rientro deve essere in totale sicurezza”.
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