Il caso
L'avvocato di Manolo Portanova, Gabriele Bordoni
La discussione del ricorso contro la condanna del calciatore Manolo Portanova, che ha ricevuto una pena di sei anni per violenza sessuale di gruppo e lesioni su una studentessa, proseguirà ad aprile, quando prenderà la parola il suo legale, Gabriele Bordoni. Il legale contesta la decisione di primo grado del Tribunale di Siena e ha proposto un ricorso che valorizza elementi difensivi già evidenziati ma che il giudice Ilaria Cornetti, secondo le difese degli imputati, non avrebbe preso in considerazione, legati principalmente al tema del dissenso della giovane al sesso di gruppo, che per i rappresentanti dell'atleta non sarebbe stato da subito manifesto, come invece affermato dal Tribunale in primo grado.
Lo svolgimento della prima parte della lunga discussione ha sorpreso Bordoni: "Sono rimasto sorpreso - ha detto - per l'estensione del lavoro di contraddittorio delle altre parti: un volume di fuoco superiore al nostro, particolarmente intenso - ha sottolineato - hanno discusso più a lungo di quanto faremo noi, eppure sono stati vittoriosi dopo il primo grado. Ciò mi fa pensare che l'esito non è considerato così blindato". Il 16 aprile è attesa la sentenza ma se la Corte deciderà di accettare la richiesta di un confronto tra la vittima e il fratello minore di Manolo, William, è probabile un ulteriore slittamento.
Chi ha già discusso in aula è stato l'avvocato Jacopo Meini, per la vittima. Il legale ha ripercorso la vicenda analizzando prove, interlocuzioni telefoniche e altri elementi di indagine, mentre la collega Claudia Bini, per la parte civile dell'associazione Donna Chiama Donna, ha focalizzato sull'aspetto psicologico. Su cui si è espresso anche Meini. "Come sta la mia cliente? Prosegue il suo percorso terapeutico, è ancora segnata dalla vicenda" ha fatto sapere.
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