Siena
Corte di Appello Firenze
Il procuratore generale della Corte di Appello di Firenze ha chiesto la conferma della pena di sei anni sia per il calciatore Manolo Portanova che per lo zio Alessio Langella, in relazione al caso della presunta violenza sessuale di gruppo e lesioni su una studentessa dell’Università di Siena, risalente al 2021 e avvenuto in una casa in centro storico. Appuntamento al 16 aprile quando sarà completata la discussione tra le parti e potrebbe arrivare la sentenza, ma non è escluso un allungamento dei tempi. Una lunghissima udienza quella di ieri a Firenze, dove si discuteva il ricorso contro i verdetti emanati a fine 2022 dal giudice del tribunale di Siena Ilaria Cornetti a carico dell’atleta in forza alla Reggiana ed ex Genoa e Juventus e al parente, giudicati col rito abbreviato (gli altri due coinvolti, il fratello di Manolo, al tempo dei fatti minore e Alessandro Cappiello sono stati valutati in separata sede).

Dopo l’eccezione sollevata dalla difesa di Langella, in capo all’avvocato Domenico Dello Iacono, del foro di Napoli, legata a un vizio di notifica e respinta dalla corte, si è entrati nel vivo della discussione tra le varie parti. Il procuratore generale, al termine della requisitoria, dopo aver depositato la sentenza irrevocabile di William Portanova al tribunale dei minori, ha chiesto di confermare la condanna a sei anni già comminata ai due imputati. È stato poi il turno delle parti civili, nelle persone degli avvocati Jacopo Meini (difensore della vittima) e Claudia Bini, per l’associazione Donna Chiama Donna. Il primo ha ripercorso la vicenda, analizzando le prove, le conversazioni telefoniche e la relazione medico-legale, mentre la collega Bini ha spostato il focus sull’aspetto psicologico fornendo anche i dati recenti legati alle violenze sulle donne.
Al termine della discussione la Corte deciderà anche sulla richiesta di riapertura istruttoria avanzata dalla difesa di Portanova, circa un confronto tra la ragazza e il fratello minore William. In caso venisse accolta è probabile un ulteriore rinvio, altrimenti i giudici si ritireranno in camera di consiglio.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy