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I dati

Un toscano su venti è povero: aumentano le persone accolte dalla Caritas

Il rapporto regionale segnala che il 5% della popolazione è sotto la soglia d’indigenza

Gennaro Groppa

04 Marzo 2026, 06:35

Povertà in Toscana

Povertà in Toscana, aumentano le persone accolte dalla Caritas

Il numero dei poveri in Toscana è raddoppiato negli ultimi quindici anni. A dirlo è il nono rapporto su Povertà e inclusione, realizzato dall’osservatorio sociale della Regione Toscana e presentato ieri mattina. L’assessora regionale con delega al welfare, Monia Monni, va dritta al punto: “Negli ultimi 15 anni le famiglie in povertà assoluta sono raddoppiate, questo è un dato strutturale che ci preoccupa moltissimo”.

Il rapporto regionale è costruito su dati del 2024, ma presenta anche un’indagine Irpet, realizzata a maggio 2025, nella quale si registrano timidi segnali di miglioramento. Questi i dati: in Toscana il 4,9% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. La percentuale regionale rimane più bassa rispetto alla media nazionale, che si attesta al 6,2%, ma continua a crescere in maniera preoccupante, salendo dell’1,5% in appena dodici mesi.

L’impegno della Regione Toscana

Commenta il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: “La fascia di povertà, seppure con dati migliori rispetto alla media nazionale, è presente e consistente, anche se si avverte qualche timido segnale positivo rispetto alla percezione della condizione delle famiglie sui dati registrati nel 2025. Come Regione Toscana ci stiamo impegnando essenzialmente su tre direttrici di intervento: servizi, casa e lavoro”.

Più persone accolte nei centri Caritas

Il report segnala anche una crescita delle persone in difficoltà che sono accolte dai centri Caritas nei territori: sono state 29.297 persone nel 2024, con un incremento del 3,9% rispetto all’anno precedente. La maggioranza ha un’età compresa tra 25 e 54 anni (59,5%), donne (54,9%) e stranieri (60,8%, in calo), mentre aumentano gli over 65 (16%).

Sul fronte lavorativo, il 7,8% degli occupati vive in famiglie a basso reddito, con percentuali più alte tra i single (11,8%) e i monogenitori con figli (12,7%). Monni commenta: “Il lavoro sempre più insicuro e mal pagato non consente alle persone di far fronte alle spese quotidiane. Nuclei monofamiliari spesso devono rinunciare alla spesa o a cure mediche”.

Nel 2024 sono state 41.085 le persone che hanno usufruito di almeno una mensilità di assegno di inclusione o del supporto per la formazione e il lavoro rispetto alle 73.314 che avevano avuto diritto al reddito di cittadinanza nel 2023. Tuttavia, è cresciuto l’importo medio riconosciuto: 568 euro mensili per l’assegno di inclusione contro i 478 euro del reddito di cittadinanza. Complessivamente, le risorse pubbliche a disposizione delle famiglie in condizione di povertà in Toscana sono diminuite, passando da 171,9 milioni di euro nel 2023 a 113,2 milioni nel 2024. “Il reddito di inclusione - commenta ancora l’assessore regionale Monni - è una misura fondamentale, ma sappiamo che è un ponte: consente alle persone di cercare un lavoro in maniera più serena, coprendo un periodo di transizione. La vera risposta resta il lavoro”.

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