Siena
Franco Siveri lavora immerso tra arte e bellezza da oltre 60 anni
A 80 anni di età Franco Siveri, che ha trascorso una intera vita immerso nell’arte, nei capolavori senesi che hanno contribuito a fare grande questa città e a farla conoscere al mondo, si è trovato di fronte a una scelta: chiudere l’attività storica che da decenni portava avanti oppure continuare, ma in un altro luogo e in un negozio differente rispetto a quello in Cerchiaia che era aperto dai primi anni Novanta. Racconta di averci pensato a lungo, di avere riflettuto su tutto quello che aveva visto e aveva fatto nella sua esistenze. Nelle vite delle persone come Franco Siveri una passione, enorme nel suo caso, diventa anche lavoro e professione; e intreccia inesorabilmente quelli che sono i fatti della propria esistenza.
La decisione di andare avanti
Franco Siveri, che da decenni gestisce e porta avanti l’attività Antiquariato Taddeucci, ha riflettuto molto sul da farsi. Poi ha deciso. Racconta così la sua scelta: “Non sapevo se andare avanti, dopo una vita passata nell’arte, con questa passione che è nata in me da ragazzo e che ha orientato la mia intera esistenza. Amo questo mondo, allora mi sono domandato come avrei potuto rimanerci dentro se avessi lasciato tutto. Alla fine ho deciso: ho venduto il negozio in Cerchiaia dove siamo stati per decenni e ne ho aperto un altro, in Massetana Romana. E’ stata una scelta non facile da fare, ma credo di avere preso la strada giusta”.
Da pochi giorni Antiquariato Taddeucci ha quindi una nuova attività. Siveri già intravede dei benefici: “In quest’area della città c’è maggiore passaggio e circolazione di persone. Qui abbiamo anche maggiore visibilità. Sono contento. Ho venduto il primo quadro alle 8,30 del mattino del mio primo giorno in Massetana Romana: non a un cliente abituale, ma a un grossetano che passava di qui ed è stato richiamato dall’insegna che ha visto passando per la strada”.
Un incontro gli ha cambiato la vita
La vita di Franco Siveri si intreccia con la storia senese della seconda metà del Novecento. “Mio padre era dipendente dell’ospedale, l’arte non è una questione di famiglia. Ma sin da bambino mi sentivo attratto dal bello e frequentai l’istituto d’arte”. Un incontro ha cambiato la sua vita: “Nel 1964, quando frequentavo l’ultimo anno dell’istituto d’arte, conobbi Dario Taddeucci, che aveva aperto ormai da oltre trent’anni il negozio di antiquariato e aveva anche un laboratorio di scultura”.
La Siena degli anni sessanta
Era la Siena degli anni Sessanta del secolo scorso, una città che Siveri descrive e racconta come “molto più attenta al bello rispetto a oggi. C’era maggiore sensibilità nei cittadini”. L’attività Antiquariato Taddeucci si trovava all’epoca in pieno centro storico: in via di Città, dove Dario Taddeucci l’aveva aperta nel 1930. A proposito: tra quattro anni questo storico negozio senese compirà cento anni. E l’idea di raggiungere un simile traguardo avrà certamente influito nella scelta fatta da Siveri se andare avanti o meno.
Sessantadue anni di amore per l'arte
A 18 anni di età, quindi, entrò a lavorare in un negozio già conosciuto e ben avviato. Un’attività di antiquariato, nella quale è rimasto ininterrottamente per 62 anni. A 80 anni di età la passione per il mondo dell’arte è ben evidente nei suoi occhi quando illustra le opere che ha attualmente in negozio: quadri settecenteschi su paesaggi, l’opera di fine Settecento di un pittore inglese che raffigura un’attrice, i lavori del noto falsario senese Icilio Federico Joni.
Siveri indica le opere nella sua attività: “Quella è di Francesco Zuccarelli, grande pittore del Settecento. Quello invece è un quadro di Astolfo Petrazzi, del Seicento senese”. Descrive questi storici lavori, e quasi vi si immerge dentro. Poi racconta: “Due anni fa ho venduto alla Pinacoteca un’opera di Raffaello Vanni. Il quadro proveniva da una nobile famiglia senese e lo avevo acquistato. Con il direttore Axel Hemery abbiamo effettuato tutto il percorso del caso, sono molto felice di avere fornito un contributo affinché un capolavoro senese potesse essere esposto in un luogo tanto rilevante per la città”.
Uno sguardo sulla città
Nel portare avanti il suo lavoro lo sguardo e il pensiero di Franco Siveri sono sempre rivolti anche alla collettività. “Mi piacerebbe vedere una Siena più attenta al bello. - dice - I gusti sono cambiati nel corso del tempo, i giovani ora sono meno sensibili a queste tematiche e si avvicinano meno all’arte e all’antiquariato, anche se devo dire che ho anche alcuni clienti trentenni, che sono come “mosche bianche”. Quando ho iniziato a fare questo lavoro tanti comuni cittadini tenevano profondamente allo stato della città e dei suoi capolavori storici, mi riferisco alle opere d’arte e anche alle opere architettoniche. Oggi tutto ciò lo vedo meno nella Siena odierna, e comunque tutto il mondo è cambiato. Si è modificata la mentalità delle persone, e a dire il vero sono cambiati anche gli spazi, le case dove viviamo sono differenti rispetto a un tempo. Vado avanti anche per questo motivo, per dare una testimonianza e per lanciare un messaggio: l’arte mi è entrata nel sangue quando ero ragazzo e mi è rimasta dentro fino a oggi, non ne posso fare a meno”.
Un’amicizia profonda
Nel 1966 Franco Siveri divenne socio di Dario Taddeucci. Il fondatore del negozio è poi andato in pensione nel 1970: ma in quel momento Siveri decise di proseguire l’attività con il nome di Taddeucci, per rispetto verso il fondatore e anche perché il negozio era conosciuto e ben avviato. “Anche dopo essere andato in pensione – racconta Franco Siveri – Dario Taddeucci veniva tutte le mattine in negozio. Il nostro rapporto umano e professionale è andato avanti fino a quando lui morì, nel 1985, investito da un’auto all’Antiporto”.
Il futuro
Oggi Franco Siveri ha un socio: Alfio Fabbiani, artigiano e restauratore. “Portiamo avanti il nostro lavoro con grande soddisfazione. Abbiamo clienti a Siena e in tutta la Toscana. Per fortuna siamo un’attività nota, ci sono clienti che da altre città e a volte anche da altre regioni arrivano appositamente a Siena per fare un acquisto nel nostro negozio. La nostra città è madre del bello da tanti punti di vista: per le opere pittoriche e architettoniche, ed è un luogo vivibile e sicuro. Io mi auguro che i giovani riprendano considerazione di quelle che sono le nostre radici. Si apprezzi di più il nostro passato e non si perda l’attaccamento alla nostra storia e cultura”.
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