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Il caso

Droga spacciata sulla chat di Telegram: uno dei coinvolti patteggia 9 mesi

Tredici in totale le persone finite dal giudice: alcuni hanno scelto la messa alla prova e il rito abbreviato, tre proseguono l'udienza preliminare

Claudio Coli

12 Marzo 2026, 05:28

Droga telegram

In Tribunale il caso della droga spacciata su Telegram

Arrivano i primi esiti giudiziari legati al caso dello spaccio di droga che avveniva a colpi di messaggi sulle chat di Telegram. Uno dei soggetti coinvolti ha infatti patteggiato una pena da 9 mesi con multa da 1400 euro, per altri 12 il percorso sarà diverso. Ieri mattina al palazzo di giustizia di viale Rinaldo Franci è partita l’udienza preliminare della costola “degli adulti” interna alla rumorosa vicenda scoperchiata in pieno periodo Covid, nel 2021, quando la Guardia di Finanza disvelò un vasto giro di spaccio che si materializzava fra messaggi e chat, con tanto di listino prezzi e video dimostrativi. Per sgominarlo servì un blitz che vide impegnati settanta militari e cani anti droga. Un’operazione che fu denominata “Dangerous Market”.

Tutto partì dalla scoperta di una “piazza di spaccio virtuale”, dove i ragazzi, molti minori al tempo dei fatti, acquistavano droga leggera da personaggi over 18 per rivenderla ai coetanei minori. Da qui l’indagine penale ha portato a vari soggetti maggiorenni, 13 per la precisione, finiti dinanzi al gup di Siena. Tra questi molti ventenni, trentenni ma anche due cinquantenni, sia della Val d’Arbia e che del capoluogo. Nell’udienza di ieri solo per uno dei soggetti è stata definita già la posizione: difeso dagli avvocati Alessandro Betti e Sandra Cappelli, ha patteggiato a 9 mesi e 1400 euro di multa.

Per gli altri dodici il prosieguo sarà diverso: tre elementi hanno deciso di andare avanti per l’udienza preliminare, che riprenderà a fine maggio, e dunque o saranno assolti o rinviati a giudizio. Altri quattro soggetti andranno per il rito abbreviato, i rimanenti cinque hanno fatto istanza con le rispettive difese della messa alla prova. Per tutti il pm Siro De Flammineis aveva modificato il capo di imputazione, contestando lo spaccio in lieve entità di hashish e marijuana. Fra gli avvocati difensori figurano oltre a Betti anche Simone Benvenuti, Emiliano Bianchi, Manuela Capogreco, Donato Cialdella, Jacopo Meini e Sandro Sicilia.

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