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L'appuntamento

Siena, una fiaccolata contro le guerre

Cgil e associazioni sfileranno oggi alle 18 a sostegno di pace, diritto internazionale e diritti umani

Caterina Iannaci

16 Marzo 2026, 13:09

Manifestazione a Siena contro la guerre

Manifestazione a Siena contro la guerre

Una fiaccolata per le vie di Siena per dire basta alle guerre e invocare la pace e il rispetto dei diritti umani. Partirà oggi alle 18, davanti alla sede Cgil concludendosi in Piazza Tolomei con le testimonianze di Sharif Hamad, palestinese di Gaza, e Mohsen Sariaslani, attivista delle resistenza iraniana. A promuoverla sono CGIL Siena, ARCI Siena, ANPI Siena, Futura, AllertaMedia, Non Una Di Meno, Comitato Marcia del Bollore, SpazioLivi, VersoLab, Libera, Arcigay - Movimento Pansessuale, LEFT, Comitato Democrazia Costituzionale, Punto8, Auser, Sunia, Comitato Siena 2, Archivio UDI, Rete Senese Contro il Riarmo, Forum per la Pace della Valdelsa, Serpe Regolo.

"Nell'epoca in cui i nuovi re, guidati da Trump e Netanyahu con il silenzio complice dei governi occidentali, mettono in atto azioni militari unilaterali compromettendo il delicato equilibrio di pace e portando il mondo verso un conflitto a carattere globale - affermano gli organizzatori - nell'epoca in cui vengono delegittimati gli organismi multilaterali ed il diritto internazionale viene cancellato in ragione della legge del più forte e della logica bellicista".

"Siena democratica e antifascista decide di far sentire la propria voce, opponendosi all'autoritarismo, alla repressione del dissenso, alla corsa al riarmo, alla disumanità, alla guerra - prosegue così il messaggio dei partecipanti alla fiaccolata - e con un'iniziativa di piazza si collega alle altre città che si stanno mobilitando in Italia e nel mondo per chiedere che tacciano le armi, che sia fermato il genocidio dei palestinesi, che venga ripristinato il diritto internazionale, per manifestare la vicinanza al popolo iraniano che si oppone al sanguinario regime teocratico e per rivendicare con forza il diritto dei popoli alla pace e all’autodeterminazione. Nessun re, nessun esercito, nessuna guerra può decidere del destino dei popoli. La guerra uccide civili, genera inflazione, toglie risorse a sanità e istruzione, cancella posti di lavoro. La guerra distrugge quello che la pace costruisce: umanità, diritti e giustizia sociale".

 

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