Murlo
Il gatto Romeo
Romeo il gatto del museo. Una rima baciata che potrebbe sintetizzare la storia del gattone rosso che dorme nel forno di creta alle porte del paese e che ogni giorno passa a salutare al museo etrusco. Due anni fa sembra sia stato lasciato dai padroni nel borgo di Murlo, ma in realtà non si sa esattamente chi fossero. Romeo in men che non si dica è divenuto parte integrante della comunità. Felina e non.
“Spesso arriva alla porta del museo in cerca di attenzioni e carezze - commenta Elisa Ghinassi operatrice del Museo di Poggio Civitate a Murlo - è molto educato e socievole e dice solo buongiorno, fa un giretto e torna via. Altri gatti in questi anni si sono avventurati nelle sale ma lui no. È bello cicciotto anche se non so chi dei residenti gli dia da mangiare. La comunità dei gatti murlesi è parte integrante del paese, che da tempo ha solo una decina di residenti umani stabili”. Romeo non è solo socievole con gli operatori del museo ma con tutti coloro che arrivano al parcheggio, turisti e murlesi.
“Dorme di gusto nell'erba e nel forno di terracotta, - commenta Luciano Scali, noto artista murlese 95enne - A me piacerebbe rinascere gatto! Romeo è felice e amato. Noi tutti a turno gli diamo da mangiare. A lui e agli altri gatti di Murlo senza un padrone. È molto socievole e bello, Romeo - aggiunge Scali - e salta sulle auto per salutare quando parcheggiamo. Sempre contento di stare al sole e accompagnare i turisti al museo”.
Romeo quindi a detta dei murlesi non sembra aver risentito della partenza dei proprietari. Da anni ormai senza particolari accordi i murlesi a turno, e il ristorante locale, si prendono cura dei gatti locali che sono amati da tutti e fotografati dai turisti. Romeo, tra tutti, con il suo rifugio presso il parcheggio, nel forno di terracotta costruito due decenni fa durante i workshop di archeometallurgia gestiti dal restauratore Edilberto Formigli, ha un posto speciale nel cuore di tutti. Del resto, si sa che le antiche civiltà adoravano e veneravano i gatti. I murlesi moderni non sono da meno. Negli anni '90 salirono agli onori della cronaca per studi sul dna che stabilirono forti connessioni tra i moderni residenti e gli antenati etruschi, fino ad essere definiti dalla stampa italiana e internazionale Ultimi etruschi d'Italia.
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