Monteroni d'Arbia
La famiglia allargata di Alfredo Peralta
Il 19 marzo si festeggia la Festa del Papà e per Alfredo Peralta, direttore dell’ufficio postale di San Rocco a Pilli, nel comune di Sovicille, è una ricorrenza sempre davvero speciale. Dipendente di Poste Italiane di 43 anni, nato a Palermo, ha scelto Siena come luogo dove vivere e creare una famiglia particolarmente ampia: ad aspettarlo a casa infatti, al ritorno da lavoro, oltre alla moglie, Simona, ci sono i suoi sei figli, di età compresa tra i due e i quattordici anni.
«Il più grande – racconta - è Lorenzo, poi ci sono i gemelli Andrea e Matteo, le due femmine Camilla e Alice e il più piccolo Marco». La famiglia vive a Monteroni d'Arbia, in una casa abbastanza grande da accogliere una quotidianità decisamente movimentata: «Siamo in otto e ci vuole organizzazione» ammette Alfredo. Sua moglie Simona, che in passato gestiva un centro estetico, ha scelto di lasciare il lavoro per dedicarsi completamente alla famiglia: «Quando sono arrivati i gemelli ho capito che non riuscivo più a conciliare tutto, così ho deciso di fermarmi e crescere i figli» sottolinea.
La "squadra" dei figli del direttore Alfredo Peralta
Nonostante gli impegni, la famiglia riesce a trovare il proprio equilibrio: «I ragazzi – racconta ancora il direttore dell’ufficio postale - sono abituati a essere autonomi, la mattina ognuno sa cosa deve fare: lavarsi, vestirsi, fare colazione e prepararsi per la scuola. Non abbiamo mai chiesto ai più grandi di sostituirsi a noi, ma tutti collaborano in un’unica direzione» prosegue. All’inizio del loro percorso di genitori non sono mancate le difficoltà: «Per avere i gemelli abbiamo aspettato quasi cinque anni, ad un certo punto avevamo smesso di pensarci. Poi sono arrivati loro». Da lì la famiglia si è allargata ancora: «Quando li vedi giocare tutti insieme capisci che è stata la scelta giusta» assicura Alfredo Peralta.
La cui storia lavorativa è fatta di una lunga gavetta: entrato nel 2002, a 19 anni, in Poste Italiane (dove già il padre aveva prestato servizio prima di lui) ha fatto un po’ tutto, dal recapito, smistamento, fino a divenire direttore. «Dopo la scuola ho iniziato a lavorare e non mi sono più fermato – ricorda - con mio padre, scomparso prematuramente, per un periodo abbiamo lavorato nello stesso centro di recapito, sono sicuro che sarebbe orgoglioso del percorso che ho fatto». Come è cresciuta nel tempo la famiglia, cresce anche la voglia di fare ulteriori passi in termini di carriera. «Il ruolo di direttore non lo considero un punto di arrivo, ma di passaggio – premette - mi piacerebbe continuare a crescere professionalmente». Tra lavoro, scuola, sport e impegni quotidiani, le giornate scorrono veloci. Alfredo non nasconde che conciliare tutto richiede energie. «A volte torno a casa stanco, ma quando vedo i miei figli capisco che è la cosa più bella che potesse capitarmi».
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