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Il procedimento

Abuso d'ufficio e lesioni in caserma, processo a ex brigadiere

Avrebbe aggredito un 35enne che non voleva esibire un documento. Focus in aula sulla presunta colluttazione

Claudio Coli

19 Marzo 2026, 05:30

tribunale di Siena

Tribunale di Siena

Si chiuderà a fine maggio il processo a carico di un ex brigadiere dei carabinieri in pensione, accusato di abuso d’ufficio, perquisizione arbitraria e lesioni su un cittadino. Un fatto avvenuto, secondo le contestazioni, nella stazione di Castellina Scalo (Monteriggioni), nel 2020. La presunta vittima è un 35enne, che si era presentato sul posto per la notifica di un provvedimento legato al codice della strada, ma dal semplice ritiro di un documento sarebbe scaturita una forte tensione.

Ieri mattina in aula davanti al giudice Alessandro Solivetti Flacchi sono sfilati altri testimoni del pubblico ministero, tra cui alcuni colleghi carabinieri, per riferire sui fatti in oggetto: per la Procura di Siena l'ex brigadiere avrebbe aggredito il 35enne provocandogli delle lesioni, dopo avergli intimato di consegnargli la patente, tentando inoltre di svuotargli le tasche per verificare se avesse della droga. Da qui una colluttazione fra i due, il cui focus è centrale nel processo. Non solo, secondo l’accusa l’uomo - che viene difeso dagli avvocati Alessandro Betti e Giulia Salvini - sarebbe stato poi trattenuto in stazione senza presupposti, e il carabiniere l’avrebbe nuovamente aggredito per sottrargli il telefono.

E per i pm infine il militare dell’Arma avrebbe firmato una annotazione di Polizia Giudiziaria non veritiera, per occultare le condotte. Di contro la sua difesa – in capo all’avvocato Giulio Pezone - riporta che il 35enne si era palesato in condizione di forte alterazione e si rifiutava di fornire i suoi documenti.

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