Il caso
Viale Toselli
Le buche e le difformità dell’asfalto sono un problema pesantissimo anche, anzi, soprattutto per i mezzi di soccorso. Che siano automezzi dell’emergenza-urgenza oppure adibito al trasporto di persone con diverse abilità, la presenza di una strada caratterizzata da buche o variazioni varie dell’asfalto fa scattare la necessità di evitare i problemi a tutela del passeggero, che può essere un politraumatizzato o un anziano in sedia a rotelle e quindi in una posizione particolare all’interno del mezzo. Ma cercare di evitare le buche può comportare rischi. Ad esempio dover fare lo slalom con l’effetto di andare magari a invadere l’altra corsia. Unica soluzione è procedere pianissimo. Ma quando bisogna fare in fretta in presenza di una certa tipologia di pazienti?.
“È una situazione davvero molto pesante - spiega il vicepresidente della Pubblica Assistenza di Siena, Luca della Santina, anche lui conducente di mezzi per trasporto di questo genere -. A volte sembra un percorso di guerra. La situazione più evidente all’uscita della Siena-Bettolle, direzione via Toselli. Per gli autisti dell’emergenza è un incubo, ripeto sembra un percorso di guerra. Da lì per arrivare a destinazione è dura. La soluzione è andare piano, anzi pianissimo - continua -. Ma si è arrivati a un punto tale che per evitare una buca ne prendi due. Si rallenta tantissimo, ma a volte manco basta. E i pazienti si lamentano, certo che si lamentano. “Quante buche hai preso?”. E le ho prese sì. Poi è facile centrale con l’ambulanza che è grossa e le prendi più facilmente. Ma non esiste un percorso alternativo. Così se è un caso urgente allora è davvero un problema”. Altro punto critico è costituito da viale Bracci, la strada che collega l’ospedale direzione stazione.
“Meno problematico dell’altro viale perché di regola si viaggia con il mezzo vuoto. Drammatico ribadisco è viale Toselli. E con il maltempo o di notte la situazione peggiora e di parecchio anche: “Di notte le buche non si vedono, anche se quelle più serie oramai le abbiamo imparate a memoria. Ma con l’effetto dei fari è ancora peggio la situazione. Le proteste ci sono state, diversi anni fa, in particolare su viale Bracci, dove ce n’era una che addirittura sembrava una sorta di piscina. Non solo, lì ci sono le radici degli alberi che rialzano l’asfalto. Siamo arrivati al punto che anche quando si fa formazione, si spiega agli aspiranti autisti di mezzi di soccorso quali sono le insidie attuali. E c’è un altro problema: viale Toselli è un punto nevralgico, e chiuderlo per lavori è impegnativo, significa chiudere Siena. Quella zona è strategica ma lo stato dell’asfalto è tale che è ‘noioso’ anche da fare in auto. Lì c’è un traffico incredibile a tutte le ore del giorno. Con file chilometriche e una situazione da percorso di guerra”.
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