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Arte

Santa Maria della Scala, la mostra su Santa Caterina aprirà il 28 novembre

In Consiglio comunale il sindaco Fabio spiega i motivi dello slittamento e assicura: "Rafforzamento strutturale e internazionalità”

Caterina Iannaci

19 Marzo 2026, 18:31

Santa Maria della Scala

Santa Maria della Scala di Siena

"La mostra su Santa Caterina al Santa Maria della Scala aprirà il 28 novembre". Lo ha fatto sapere in Consiglio comunale il sindaco Nicoletta Fabio, facendo il punto sull'attività della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala al centro dell'interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi dal consigliere Fabio Pacciani (Gruppo Misto).

"Le ragioni dello slittamento al 2026, come ho già avuto occasione di dire in questa sede, non sono da attribuirsi né all’amministrazione comunale né al Presidente e alla direttrice del Santa Maria - sottolinea il sindaco - il progetto scientifico e finanziario definitivo è stato infatti presentato dai curatori solo il mese scorso, con un ritardo dovuto in primo luogo alle difficoltà incontrate dai curatori nella concessione dei prestiti, nella redazione di un piano economico sostenibile e nella stesura del catalogo. Aggiungo che, nella stessa ottica rappresentata prima e che ribadirò poi nella risposta al terzo quesito, cioè di accostare alla mostra la valorizzazione di ciò che resta, lavoreremo parallelamente alla valorizzazione di Santa Caterina della Notte, quindi di un'altra area straordinariamente ricca dal punto di vista storico, culturale, artistico, così che qualcosa di concreto rimanga al di là della occasionalità della mostra".

In merito ai progetti in corso e alla rifunzionalizzazione degli spazi il Sindaco ha specificato che “il consiglio di amministrazione ha voluto realizzare una linea strategica che nasce nell'indirizzo del socio unico fondatore. Di fronte a una sorta di deterioramento dell’identità del Santa Maria ci siamo chiesti come superare questo impasse, alla luce delle nuove esigenze culturali e degli evidenti cambiamenti che, nella visione museografica, da una parte, e nell’economia della città, dall’altra, si sono verificati rispetto all’epoca del più grande progetto pensato per il Santa Maria, il piano Canali. Era fondamentale porsi una scelta: fare quello che ci era e che tuttora ci viene chiesto da molti, cioè grandi mostre, oppure investire prioritariamente sulla rifunzionalizzazione degli spazi".

Ancora la Fabio: "Abbiamo scelto di puntare su un progetto che rifonda l'identità del Santa Maria, un nuovo masterplan, asse fondamentale che è stato concertato con i massimi esperti del settore, in particolare Luca Molinari, curatore e storico dell'architettura al quale abbiamo affidato il ruolo importantissimo di coordinare tre grandi studi di architettura che hanno consegnato le loro proposte il 15 febbraio scorso, proposte che saranno presentate al pubblico nel maggio prossimo. Nel frattempo, non abbiamo rinunciato alle mostre (ce ne sono state tredici nel 2024 e dieci nel 2025), economicamente sostenibili con risorse che non sono più quelle di una volta, ma soprattutto fondate per lo più su due principi fondamentali, fra loro coerenti: valorizzazione del patrimonio, come nel caso del Vecchietta e come anche per la futura mostra su Santa Caterina, e progetti in cui il contemporaneo è al servizio del patrimonio storico e artistico del complesso, cioè progetti site specific, come nel caso di Jacob Hashimoto e di Teodora Axente, con opere realizzate appositamente per Siena. In tutti e tre i casi citati il Santa Maria è stato inoltre al centro dell’attenzione e della critica internazionale; l’opera di Hashimoto realizzata per Siena è ora al Moma di San Francisco, Axente ha avuto recensioni importanti non solo su Art Tribune ma su testate internazionali prestigiose, dal Financial Times a Harper's Bazaar Cina, facendo parlare del Santa Maria all'estero così come ha fatto il Festival Xenos curato da Annalea Antolini, che tornerà nel novembre prossimo, con la presenza di alcuni tra i coreografi più importanti al mondo e di performers internazionali di altissimo livello”. 

“Nella direzione dell’internazionalità – ha aggiunto il Sindaco Fabio - va anche la mostra del 2027Wagner, Parsifal e l'Italia, “Siena all'origine dell'immaginario visivo di un'opera leggendaria”’, realizzata a cura del dottor Jerome Delaplanche, grande storico dell'arte, già direttore del dipartimento di storia dell'arte dell'Accademia di Francia a Roma e responsabile del patrimonio al Centre des monuments, mostra che potrebbe essere portata dopo Siena a Bayreuth, al Richard Wagner Museum in occasione dei quaranta anni dall'ultimo Parsifal”.

Sulle attività svolte all’interno del complesso museale, il Sindaco Fabio ha specificato che “altro asse decisivo quello delle attività educative, cinquecentoventicinque nell’arco dell’ultimo biennio, che hanno avuto un incremento sensibile, cui si affianca il grande successo del Museo per bambini, museo d'arte riconosciuto oggi come un'eccellenza, pensato in maniera assolutamente originale, e le attività dedicate all'accessibilità. E ancora l’ospitalità a cento eventi pubblici, centoquarantadue convegni e tredici progetti di ricerca, il tutto nell’ottica dell’accoglienza, che rappresenta la vocazione del Santa Maria. Nella stessa ottica, che è anche quella di rendere il Santa Maria un luogo vivo da frequentare non solo per visitare una mostra o per ammirare stupende opere d’arte, apriremo una manifestazione di interesse a tutti i docenti delle Università di Siena per avere tutta la settimana dei corsi anche aperti da svolgersi al Santa Maria, e creare presenza viva all'interno del piano monumentale”.

L’ultima osservazione del Sindaco Fabio si è concentrata sullo Statuto: “Lo Statuto vigente ha di fatto ingessato e limitato la capacità di azione della Fondazione. Da qui la necessità di rivederne l’assetto giuridico amministrativo, tradotta nella redazione di un nuovo statuto, che definisca la Fondazione ai sensi del decreto legislativo 42 del 2004 (Codice dei Beni Culturali), qualificandola come ‘ente di diritto privato in controllo pubblico’ e citando esplicitamente la legge 133 del 2020, aprendo alla possibilità di richiedere il riconoscimento come ‘comunità patrimoniale’, ampliando e strutturando diversamente la base associativa con l’ingresso di soci pubblici e privati. Se su singoli progetti in due anni abbiamo attivato cinquantacinque partenariati e raccolto complessivamente due milioni di euro: il nuovo assetto giuridico è mirato ad agevolare da un lato il reperimento di risorse, dall’altro la collaborazione stabile di enti e istituzioni. Ma al di là dell’assetto giuridico occorre concepire e lanciare un progetto che porti ad un fundraising concreto: questo sarà il masterplan, un progetto strutturato che accoglie e riassume tutte le linee guida che ho elencato”.

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