L'intervista
Raffaele Cimmino, comandante provinciale Vigili del Fuoco
Non sono passati nemmeno due mesi da quando il comandante provinciale Raffaele Cimmino ha preso le redini del corpo dei vigili del fuoco di Siena, ma il quadro della sfida che lo aspetta nel vasto e delicato territorio locale gli è ben chiara. Subentrato a Paolo Bruno De Paola, Cimmino, è giunto a Siena dal comando di Salerno forte di missioni significative, come il sisma dell'Aquila del 2009, dell'Emilia-Romagna del 2012, il terremoto dell'Italia Centrale del 2016, l'emergenza di Ischia del 2017 e la crisi bradisismica dei Campi Flegrei. Esperienze gli torneranno utili nel lavoro quotidiano da svolgere insieme ai suoi uomini, sempre molto intenso.
I numeri parlano chiaro: nel 2025 sono stati oltre 5mila gli interventi messi in atto dai vigili del fuoco senesi, di cui quasi mille per incendi e più di cinquecento per incidenti stradali. La scure che si abbatte però è la mancanza di personale, nello specifico di 57 unità sulle 78 previste (21 unità in meno pari al 30% della dotazione necessaria).
Che territorio ha trovato?
"Complesso, ed esteso soprattutto. Presenta tutte le criticità possibili, dal dissesto idrogeologico fino al grande afflusso di turisti, tutti scenari particolarmente complicati. Quindi è una sfida assai impegnativa".
Che portate avanti sotto personale, come denunciato dai sindacati. Cosa ne pensa?
"L'organico è un po' in sofferenza, ci sono delle criticità, manca il 20% del personale qualificato, tecnico ed amministrativo, ma è un problema generalizzato a livello nazionale".
Vi aspettate dei rinforzi?
"Sono in corso delle procedure di mobilità, speriamo di avere qualche unità in più, le previsioni non sono rosee".
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