SIENA
Condannata a un primo risarcimento
Dieci anni dopo un intervento chirurgico sbagliato, un dirigente medico dell'ospedale di Siena è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire l'Azienda ospedaliera per un danno patrimoniale indiretto. La sentenza, depositata nei giorni scorsi, chiude un caso di malasanità emerso nel 2016.
Il medico, in servizio nel reparto di chirurgia oncologica, diagnosticò un tumore aggressivo al rene sinistro di un paziente sessantenne, optando per la nefrectomia totale come unica cura possibile. L'operazione fu eseguita dallo stesso specialista come primo operatore. Ma l'organo era sano: “Il carcinoma non era presente né sospettabile”, scrissero i giudici del Tribunale di Siena nella sentenza civile del 2018.
Quel procedimento accertò la responsabilità professionale per colpa medica. “La nefrectomia non trova giustificazione in un tumore maligno, assente e non sospettabile, privo di indicatori di malignità, come confermato anche dal radiologo”, si legge nelle motivazioni, come riportato dal Corriere Fiorentino. L'ospedale e il medico furono condannati a pagare circa 75 mila euro al paziente, tra danni biologici e spese legali. L'Azienda versò la somma, per poi rivalersi sul chirurgo.
La Corte dei Conti ha accolto il rito abbreviato richiesto dal medico, riducendo il risarcimento a 25 mila euro. La decisione si basa sul passaggio in giudicato della condanna civile, che dimostrerà l'errore diagnostico e la violazione del consenso informato. L'intervento, proposto e realizzato su basi errate, causò un danno ingiustificato al paziente e un esborso economico all'ente pubblico.
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